Samuel Roa Mejia, in arte Leumas Roa, nato in Messico nel 1970 espone con l’opera Ego Ecologico alla mostra Ambientarti, patrocinata dal Comune di Milano, fino al 6 maggio presso la galleria MA-EC in via Santa Maria Valle 2 a Milano.
Da giovanissimo tramite un’organizzazione no-profit è stato come stagista in Africa, e qualche anno dopo ottiene una laurea in Filosofia e Teologia e dal 2021 vive in Italia. Dopo aver vissuto per alcuni anni a Osnago insieme alla famiglia, oggi vive a Ronco dove ha sede anche il suo studio. Fin dall’infanzia ha coltivato una passione per disegno e matita partecipando a diversi concorsi e negli ultimi anni ha ripreso la sua arte con più costanza iniziando un percorso di sperimentazione ed esplorazione, passando dal dipinto tradizionale a quello astratto e figurativo. Attraverso l’utilizzo di colori acrilici metallo e scultura realizza le sue opere.
Al momento l’artista preferisce cercare o quantomeno provare ad esprimere al massimo le sue intuizioni attraverso forme snelle, dinamiche e contrastanti che non soffochino l’intuizione stessa, ma al contrario la esaltino e la liberino. Minimo di forma per liberare il massimo di resa.
Le sue radici messicane si notano nelle sue opere dove i colori vivaci e luminosi sono spesso al centro dell’attenzione, come i veri protagonisti che “esplodono” e fluiscono fuori dai quadri, generalmente contro uno sfondo bianco e quasi sempre con un elemento tridimensionale o a rilievo distintivo nei lavori propri di Leumas. Non cerca di adeguarsi o solo di “soddisfare” nello spettatore un bisogno di bellezza o armonia, non cerca di assecondarlo, ma piuttosto di proporgli l’inaspettato, coinvolgendolo a interrogarsi su diversi argomenti della sua esperienza.
L’artista ha realizzato un’opera intitolata Ego Ecologico, scultura su tela, acrilico 80 x 60 cm che attualmente si trova in mostra all’esibizione internazionale d’arte Ambientarti III presso palazzo Durini, a pochi passi dal Duomo di Milano, è stata premiata dalla giuria a pari merito con altri sei artisti su un totale di 57 provenienti da dodici nazioni diverse.
«Una volta c’era la convinzione che la terra fosse il centro dell’universo, ma non era vero ha voluto spiegare -Al giorno d’oggi c’è una credenza simile ovvero che gli Umani siano al centro dell’universo conosciuto come il perfetto “picco” dell’evoluzione, i padroni del mondo naturale. Ma è davvero così? Non stiamo cadendo nello stesso pensiero fuorviante? Penso che l’uomo abbia sviluppato una sorta di ego ecologico, supponendo che l’umanità sia la cima dell’evoluzione, padrona dell’ecosistema che deve ruotare intorno a noi, combattendo con la natura in uno schema piramidale. Purtroppo, le conseguenze sono note a tutti! La mia tesi è che il dolore che provochiamo alla natura è una ferita inflitta direttamente a noi stessi. Non siamo il centro del mondo naturale, ma solo un altro pezzo del meccanismo che deve inserirsi in esso con armonia e responsabilità. La vita umana è un’estensione della natura e la natura è parte di noi, i nostri corpi sono fatti al 100% di ciò che la terra ci ha dato nel corso degli anni in cibo, aria, acqua, ecc. E se non ci evolviamo allontanandoci da questo ego ecologico il danno che provocheremo sarà irreversibile, ma con un’enorme differenza: la natura si rigenererà, potrà andare avanti senza di noi, ma gli esseri umani si scioglieranno mentre la natura gradualmente e pazientemente rifiorirà come un piccolo fiore nel mezzo del deserto – conclude il pittore – Siamo ancora in tempo per cambiare direzione!».
D.V.

