CERNUSCO, IL RICORDO DELLA MAESTRA DALLORTO/2

Io abito di fianco alla mia maestra delle elementari.
Una donna rigorosa ma dolce, una donna di grandi valori. Mi ha insegnato a leggere, a scrivere e a “far di conto”, come diceva lei.
Diceva “Nuova York” non New York. Ci faceva alzare all’ingresso del preside, perché era giusto farlo per rispetto. Mi diede l’unica nota comportamentale della mia vita scolastica e ne ricordo ancora tutte le parole e il peso.
Mi diceva sempre che avrei dovuto scrivere dei libri con la fantasia che avevo. Era molto avanti, ci aveva fatto pigiare l’uva e fatto parlare con una sopravvissuta ai campi di sterminio. Durante l’emergenza Chernobyl del 1986 ci aveva spiegato tutto, così da darci motivi validi per non uscire in giardino. Ci aveva portato in gita a Venezia: la mia prima gita vera. Ho mille ricordi tra cui la sua risata composta.
Molto di quello che sono oggi è stato anche merito suo.
A distanza di tantissimo tempo io ho continuato a chiamarla “Maestra”… questa donna si è guadagnata il rispetto e la fiducia incondizionata di moltissimi bambini ora adulti di Cernusco Lombardone che, come me, da ieri hanno perso qualcosa.
Avrei voluto mettere la foto delle elementari, ma non la trovo… (ma che poi ha recuperato, del 1988 ndr) perché l’ordine, quello purtroppo non l’ho mai imparato… ma lei comunque l’aveva già capito che sarebbe andata così.
Grazie Maestra!
Silvia Pozzoni


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