Incontrai la maestra Ferma Bordini Dallorto (sopra in una foto con classe nati nel 1950 ndr) in un pomeriggio di fine gennaio del ‘57. Prima della ripresa delle lezioni era in un’aula a conversare con le colleghe di Lomagna. Mi presentai come supplente della maestra Barazzetti. Dissi che sarei rimasto per 6 giorni. Lei mi guardò stupita:
«Rimarrà a lungo invece. La Barazzetti porta il gesso ad un piede. Le auguro quindi buon lavoro in questa classe. Sono 38, ma son bravi scolaretti».
Si accorse che ero rimasto perplesso. Me ne chiese il perché. Ero legato all’insegnamento presso i missionari della Consolata, a Bevera. Avrei potuto avere dei problemi. La Dallorto incalzò: «Ci pensi bene. Una supplenza così lunga non capita ogni giorno».
La ringraziai e andai a incontrare i miei nuovi alunni. Il giorno appresso, tornando a scuola in bici, sorpassai una donna che viaggiava spedita verso Lomagna. Non la riconobbi perché era un poco imbacuccata. Quando la vidi arrivare a scuola, non ebbi alcun dubbio: era lei. Veniva da Cernusco. E dopo quel giorno la raggiunsi spesso verso la nostra meta comune. Mi capitò di intessere con lei conversazioni di natura familiare, ma soprattutto didattica.
Insegnava in classe prima, quell’anno. E non mi fu difficile attingere alla sua didattica elementi preziosi per l’impostazione di un mio prossimo metodo per l’alfabetizzazione. Non si rivelava gelosa custode di segreti professionali. Anzi, abbondava anche in consigli ed esemplificazioni decisamente propedeutici e proficui. Rimasi con lei praticamente tutto quell’anno. Poi, terminata la supplenza, ci perdemmo un po’ di vista. Successivamente su sua indicazione, praticai, in matematica, una metodologia con testi in lingua francese che abbinavano scientificamente l’uso dei regoli con gli insiemi (di cui è stata coautrice di un libro di testo ndr). Lei ne andava decisamente entusiasta e orgogliosa.
Durante occasionali confronti fra noi, si perseguivano inoltre obiettivi qualificati per una concreta formazione interdisciplinare.
Grazie, maestra Dallorto!
Alfredo Ripamonti

