Si è spenta lunedì 22 agosto Luigia Cereda (nella foto), 89 anni, storica maestra di Cernusco. A darne il triste annuncio i figli Paolo e Marta e la sorella Anna.
In pensione dal 1995 si era diplomata a 19 anni presso le Dame Inglesi e aveva vissuto a casa Gadda in via Lecco, fino al matrimonio con Ugo Cogliati con cui si trasferì in via Manzoni.
Quarant’anni di insegnamento suddivisi tra Rovagnate, Arlate, Pagnano, Montevecchia e Cernusco. Classi numerose, mattino e pomeriggio a scuola e un’unica insegnante impegnata a mantenere costante l’attenzione degli alunni in un clima di maggior austerità economica e di scarsità di supporti didattici.
«In realtà i bambini, pur numerosi, erano dotati di una maturità umana ed erano responsabili – ci aveva raccontato in un’intervista del 2012 al nostro mensile – Molti di loro per raggiungere la scuola coprivano a piedi anche lunghe distanze. Nei primi anni del mio insegnamento sussistevano ancora povertà estreme e ricordo qualche caso di cui noi maestre ci siamo fatte carico con aiuti economici».
Non aveva mai preso la patente, ma è sempre stata presente in aula, grazie a una collega “autista” che faceva il suo stesso percorso. Quando, in alcuni momenti della vita, le due amiche per le sedi differenti, si sono separate, Luigia non si era persa d’animo ed era ricorsa ai mezzi pubblici, sobbarcandosi lunghe ore di trasferta. Come quell’anno in cui le assegnarono quattro classi a Oriano, frazione di Cassago.
«Prendevo il treno la mattina presto fino a Monza, dove incrociavo quello per Oggiono e scendevo a Renate. Ma la scuola era ancora lontana e dovevo fare un percorso in aperta campagna – aveva aggiunto – Arrivavo trafelata e dovevo seguire dalla prima alla quarta classe, secondo il calendario stabilito dalla direttrice scolastica. E cioè: dall’inizio della scuola fino a Natale avrei seguito i bambini di prima mentre quelli di seconda, facevano il ripasso dell’anno precedente. A gennaio avrei seguito i bambini di terza e quarta con particolare attenzione alla terza per via degli esami da sostenere a fine anno. In quella scuola non c’era la quinta classe e i bambini dovevano andare a Cassago. L’insegnante aveva a disposizione dei locali con cucina, camera e bagno, ma io preferivo far rientro a casa».
I bambini mostravano il loro affetto per l’insegnante con gesti semplici e spesso le donavano i fiori raccolti lungo il sentiero, come i Garibaldi, una specie di ciclamini selvatici. Seppur a quel tempo non ci fossero indicazioni precise sulla salvaguardia della flora boschiva, loro istintivamente stavano attenti a coglierli lasciando intatte le radici.
«La preparazione al Natale era un avvenimento importante per la scuola e con la mia collega che aveva frequentato l’Accademia si facevano lavoretti a più classi, come ritagliare stelle o angioletti. Poi la mia collega suonava l’armonium e i bambini cantavano i canti natalizi… Ed era subito atmosfera di festa».
Nel 1995 è arrivata la pensione e anche la medaglia d’oro consegnatale dal sindaco di allora Antonio Conrater.
«Confesso che quando ho cessato l’insegnamento ho avuto un attimo di défaillance da cui mi sono ripresa quasi subito, dicendomi semplicemente che “il ciclista una volta arrivato al traguardo non può continuare perché la strada è finita”. Io ero arrivata al traguardo dei quarant’anni».
Poi aveva potuto dedicarsi alla famiglia e ai suoi hobby: i fiori del giardino, il pizzo chiacchierino e la lettura fino a che la salute glielo ha permesso. La fede era stato un altro caposaldo della signora Cereda che con il marito per anni aveva frequentato un gruppo di preghiera e ascolto a Fontanelle con padre Davide Maria Turoldo, con anche tanti viaggi con l’Unitalsi a Lourdes e a Fatima, dove si era recata per cinque anni consecutivi, sempre soggiornando all’Hotel Pax dei missionari della Consolata.
«E’ stata anche l’occasione per visitare il Portogallo e soprattutto la famosa università di Coimbra dove sono conservati i testi di Sant’Agostino» ci aveva raccontato.
Numerosi i ricordi dei suoi ex alunni che ormai sono adulti e realizzati, e alcuni di loro hanno fatto scelte di vita coraggiose, come chi è divenuto missionario ed è partito per l’Africa. «Anche Monica Maggioni, prima giornalista Rai e ora direttrice, è stata una mia alunna. Si vedeva già da subito che era volitiva e aveva stoffa» ci aveva detto con una punta di orgoglio e soddisfazione.
I funerali verranno celebrati mercoledì 24 in parrocchia a Cernusco alle 10, preceduti dalla recita del rosario. La salma è composta presso la casa di riposo Carlo ed Elisa Frigerio di Brivio.
D.V.




