MONTEVECCHIA, FESTA PATRONALE DI SAN GIOVANNI BATTISTA

In occasione della festa patronale di San Giovanni Battista martire, nella mattinata di domenica 28 agosto a Montevecchia si è tenuta la tradizionale processione attorno alla chiesa a lui dedicata e, come da tradizione sospesa durante gli anni della pandemia, don Fabio Biancaniello parroco e decano ha incendiato il pallone. Nei paesi della Brianza quando il santo Patrono è un martire è usanza bruciare un pallone sul sagrato della chiesa parrocchiale e così è stato fatto anche a Montevecchia alla presenza dei fedeli.

Alle 10.30 si è svolta la santa Messa celebrata dal parroco con don Luigi Colombo e lo spunto dell’omelia è stato il vangelo di San Marco con il dialogo tra Giovanni Battista ed Erode. Un dialogo nel quale prevale la verità del santo sul modo di vivere di Erode. «Mi piace pensare che il Battista parlasse con gli occhi aperti e guardasse nel volto Erode dicendo una verità, perché si sentiva chiamato da Dio a dirla, e voleva che Erode potesse ritornare a vita nuova e placare il desiderio di vendetta – sono state le parole di don Fabio – Quando sappiamo qual è la verità e sappiamo ascoltarla ma non riusciamo a decidere, e quando viviamo nella superficialità, il rischio di commettere errori gravi lo viviamo tutti».
L’invito è stato quello di poter chiamare per nome quella piccola scelta che ci viene chiesta e che non abbiamo ancora fatto, con tutta la forza che il Signore ci dà per poterla fare. La fede ci sostiene sempre, soprattutto quando siamo a un minuto dalla cima e dobbiamo fare quei quattro passi per arrivarci, per poi ringraziare per aver visto il nostro cuore cambiare e vedere la nostra vita diventare grande.
La celebrazione si è poi conclusa con la benedizione solenne.

M.V.



Mobile Sliding Menu

© Copyright 2026 Dentro&Fuori - Privacy Policy
Visite