CERNUSCO, AL SAN LUIGI CENITI, DI MARZIO E MARELLI

Sabato 17 dicembre alle 17.30 presso il cineteatro San Luigi di via Lecco 43 a Cernusco si terrà la presentazione del  libro Nel nome di Denis di Francesco Ceniti, cernuschese e firma della Gazzetta dello Sport,  con la presenza di due volti noti del mondo giornalistico sportivo televisivo: Gianluca Di Marzio di Sky e Luca Marelli, ex arbitro e opinionista di Dazn. A moderare Michela Cuppini, giornalista della Gazzetta dello Sport.
Con l’occasione sarà possibile acquistare a prezzo di copertina, grazie all’associazione I bagai di binari, il libro di Ceniti e Grand Hotel Calciomercato di Di Marzio, sostenendo il progetto Fuoristrada a favore della missione di padre Carlo Biella in Mozambico. Alcune copie saranno a disposizione anche presso la sede di via Lecco del sodalizio cernuschese.
Conosciamo meglio alcuni protagonisti della serata, con qualche domanda a Ceniti…

Quando ha deciso di dedicarsi al giornalismo sportivo e perché?
Era l’anno 2003 quando mi arrivò questa proposta lavorativa, e per uno come me che ha sempre amato e praticato sport, era una vera opportunità poter lavorare presso la Gazzetta dello sport. Quando iniziai a praticare giornalismo avevo l’idea di essere un privilegiato, di poter vedere delle cose e raccontarle ad altri che invece non erano lì. Io, quindi, ero i loro occhi, dovevo trasmettere quello che vedevo, ma anche quello che provavo, le mie sensazioni. Non c’è cosa più bella che raccontare delle storie che possono avere tante sfaccettature e lo sport questo te lo permette. Si dice spesso che lo sport sia metafora della vita, ed è vero perché offre riscatti, offre vincite, offre sconfitte, offre vittorie; offre un po’ tutto ciò che accade nella vita. Nello sport è anche facile immedesimarsi, basta pensare che ognuno ha i propri problemi quotidiani, poi però davanti alla vittoria della nazionale, di uno sciatore o di uno come Jacob tutti possono avere quei dieci secondi o novanta minuti di felicità. Lo sport se si vive in maniera sana e si pratica, perché fa bene, regala un’adrenalina positiva e notevole. Poterlo raccontare da protagonista, perché quando tu sei li diventi anche tu protagonista di quella storia e cerchi di far vivere le stesse emozioni a chi non è presente, è una sensazione bellissima. Mi ritengo molto fortunato di poter svolgere questo lavoro, ed è anche il motivo per cui poi ho deciso di dire di sì alla Gazzetta e di continuare in quell’ambito.

Ha seguito qualche evento importante in questi anni?
Si ho seguito eventi molto importanti, per esempio come inviato agli Europei di calcio, Tour de France, Giri d’Italia e le Olimpiadi di Tokyo.

Perchè ha deciso di raccontare storie di sportivi?
Quando sei giornalista, utilizzi ciò che sai fare meglio ovvero scrivere. Lo puoi fare in forma più sintetica come un articolo di giornale, quando però devi raccontare una storia in tutta la sua pienezza ovviamente il libro ti dà più possibilità. Inoltre, è una forma diversa di scrittura; nel libro devi saper gestire ciò che stai raccontando senza stancare il lettore. Quindi è come essere un maratoneta devi saper gestire lo sforzo e devi saper rendere interessante la tua storia e devi aver qualcosa da raccontare.

Per quale motivo ha scelto di raccontare la storia di Denis?
Avevo vent’anni quando lessi della strana morte di questo calciatore; mi aveva incuriosito e mi ero anche chiesto come mai, perché un ragazzo che aveva pochi anni più di me e che aveva davanti una vita felice aveva scelto di morire in quel modo. Crescendo, incrociai di nuovo questa storia come giornalista e cominciando a fare domande, ho capito che c’erano parecchi buchi neri in ciò che veniva raccontato e ho cercato di approfondire. Quando poi ho conosciuto bene la famiglia di Denis ho sentito il desiderio di raccontare quella loro lunga traversata nel deserto, perché questo è un caso che per dieci, quindici anni è finito completamente nell’oblio ed era chiuso anche dal punto di vista giudiziario. Quindi anni di sofferenza, di dolore, tante risposte non date e soprattutto un figlio perso senza sapere come e perché. Non dimenticherò mai cosa mi disse il papà quando durante una delle mie prime interviste gli chiesi come fosse stato possibile per lui continuare a lottare quando nessuno gli dava ascolto. Mi rispose facendomi capire dove aveva trovato quella forza raccontandomi che un giorno l’assicurazione del camion sotto il quale Denis si sarebbe buttato, gli offrì un miliardo e mezzo di lire come risarcimento, in cambio della chiusura della faccenda, senza intraprendere una via giudiziaria, un processo. Il signor Domizio, che fin da subito non aveva creduto alle testimonianze di chi sosteneva che suo figlio si fosse ucciso, rispose che avrebbe mangiato tutta la vita pane e cipolla piuttosto che ricevere i loro soldi, senza sapere come e perché fosse morto il giovane calciatore. Il padre di Denis ha fatto della ricerca della verità lo scopo di tutta la sua vita fino a quando è venuto a mancare senza ottenere risposte. Attualmente la ricerca della verità è portata avanti dalla sorella di Denis e dal nipote che porta lo stesso nome.
mediaIl giornalista Di Marzio parlerà del suo libro Grand Hotel calciomercato. Soldi, promesse rispettate e patti non mantenuti, trasferimenti che diventano affari di Stato e coinvolgono banche nazionali e presidenti del Consiglio ma anche calciatori che “no” perché consigliati da… Dio! Trattative concluse a Ibiza davanti a un cocktail fresco e sopra un dondolo oppure quelle definite proprio all’ultimo secondo, addirittura oltre il gong finale: una su tutte, forse la più importante del nostro calcio, Maradona al Napoli.
Anche Leo Messi a un passo dal Chelsea di Mourinho è un segreto, analizzato nel dettaglio e raccontato fino in fondo, una storia d’amore andata in fumo proprio sul più bello. Sliding doors, incontri top secret, aerei persi, alberghi di lusso e strategie che si avvicinano molto a partite di poker. Il filo che lega tra loro i tantissimi retroscena di questa realtà parallela è leggero e divertente, proprio come le innumerevoli scaramanzie di chi vive il mercato in prima linea, sborsando milioni su milioni pur di prendere un calciatore: i presidenti.
C’è chi, prima della firma, esige una perizia grafologica e c’è chi non si siede nemmeno al tavolo a trattare se all’interno della data di nascita compare il numero 17. I meccanismi del mestiere sono tecnici e complicati, ma si capisce cos’è il calciomercato in modo semplice, ironico e popolare, anche grazie al racconto delle peculiarità più bizzarre delle operazioni che hanno fatto sognare milioni di appassionati: Ronaldo, il Fenomeno, all’Inter, Cristiano Ronaldo alla Juventus, il Milan di Berlusconi e Galliani, i colpi nerazzurri di Massimo Moratti, la Roma di Franco Sensi, le avventure del Parma per Asprilla e della Lazio anni ’90 per Stankovic. Ciò dimostra come il calciomercato sia una fiera piena zeppa di sogni in grado di trasformare la piccola realtà di provincia in oro che luccica, vedi il Verona di Bagnoli campione d’Italia. Una delle più belle storie di questo pazzo mondo del calciomercato.
Il libro è in vendita presso la sede de I bagai di binari e il Bar Biella e sabato 17 dicembre a Cernusco.

 



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