Martedì 13 dicembre nella sala civica di Osnago si è svolto l’incontro pubblico molto partecipato organizzato dal Comitato Tutela Salute Pubblica con l’ingegnere Alfio Turco della società Polab di Pistoia che fornisce da più di 20 anni consulenze agli enti pubblici nel campo dell’inquinamento elettromagnetico.
Turco in modo chiaro ed esauriente ha fornito un quadro della complessa situazione normativa del settore delle comunicazioni che, soprattutto negli ultimi anni, si è rivelata una limitazione per i sindaci di adempiere al loro primario ruolo di salvaguardia della salute pubblica.
La politica nazionale e regionale ha di fatto favorito gli interessi economici delle compagnie telefoniche o delle Tower Company (aziende che installano i supporti fissi, le antenne, per affittarle alle compagnie telefoniche) così da erodere anche il potere di controllo sul proprio territorio dei Comuni se questi non si dotano di appositi strumenti normativi.
La tecnologia 5G è diversa dalle precedenti: il 18% servirà per le comunicazioni in voce, il restante per la trasmissione dei dati: per la mobilità su strada (guida assistita), per i servizi di centri commerciali o aziende ad alta tecnologia, per le abitazioni. Paradossalmente se restasse solo il 5G e le altre frequenze venissero dismesse, l’inquinamento elettromagnetico si abbasserebbe drasticamente, ma sommandosi, gli effetti dell’esposizione dovranno essere monitorati e i criteri che l’Italia, attraverso la consulenza delle agenzie Arpa non sono affidabili.
Gran parte della popolazione non è sufficientemente e correttamente informata sui problemi di salute, anche gravi, che sono collegati all’uso scorretto degli strumenti tecnologici di cui sono piene le nostre vite e le nostre case.
L.R.





