OSNAGO, PRESEPE VIVENTE LA VIGILIA DI NATALE

Nella notte  di Natale il parroco don Alessandro Fusetti ha celebrato, insieme a padre Luigi Morell, la  Messa solenne animata dal presepe vivente realizzato dagli adolescenti e dalla corale parrocchiale.
Don Alessandro ha aperto l’omelia con uno stralcio tratto dal romanzo La vita davanti a sé di Romain Gary, scrittore dalla vita complicata e dalle tante ferite, ove il protagonista Momò, ragazzo anch’egli dalla vita ferita, pronuncia le seguenti parole: «Ho chiuso gli occhi, ho nascosto la faccia contro le ginocchia da quanto avevo vergogna, ho aspettato un momento e poi ho fatto venire un poliziotto. Era il poliziotto più forte che si potete immaginare. Mi ha messo il suo braccio onnipotente paternamente intorno alle spalle, e mi ha chiesto se avevo delle ferite in seguito ai colpi ricevuti. Gli ho detto di sì ma che non serve a niente andare all’ospedale. Si è fermato un bel po’ con la sua mano sopra la mia spalla e io sentivo che si sarebbe occupato di lui di tutto e che per me sarebbe stato come un padre».

Ha poi condiviso un incoraggiamento tratto dalle parole del Vangelo: «Il Verbo si è fatto carne. Dio non si trattiene più, esce da sé stesso e si rivolge all’uomo e alla donna di ogni luogo e tempo. Dio ha il coraggio di non stare da solo e di non lasciarci soli. Ha il coraggio di interessarsi, diventando umano come noi e più di noi, di mettersi tra le cose della nostra vita: dei suoi punti solidi, delle sue fragilità, delle sue ferite, dei nostri sogni che ci fanno camminare, della nostra ruvidità a volte nei confronti degli altri e della tenerezza che siamo capaci di offrire gli uni agli altri. Infine, Dio ha il coraggio di generare, spinto dalla commozione, di far esistere una vita diversa dalla sua, ma che gli somiglia, di offrirsi, di farci una promessa. Natale è gioire di questo coraggio di Dio, è farsi incoraggiare da Dio e dal suo coraggio, Natale è occasione che ci è data di nuovo per riapprendere che il silenzio è luogo da abitare per ricevere l’incoraggiamento che Dio è sempre pronto a offrire perché Dio è anche coraggio».
Al termine della celebrazione, don Alessandro ha chiesto di portare in tutte le case i suoi auguri e ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della Messa, dai chierichetti, a chi ha preparato la chiesa, ai lettori, alla corale, agli adolescenti del presepe vivente, fermandosi poi sul sagrato della chiesa a salutare personalmente i parrocchiani che lo desideravano e ribadendo l’invito al coraggio.

S.B.



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