OSNAGO, MESSA CON I COSCRITTI PER RAVASI

Mercoledì 28 dicembre la Santa Messa delle 18 a Osnago è stata celebrata dal cardinale Gianfranco Ravasi con monsignor Luigi Manganini. Presenti i coscritti del Cardinale della leva del ‘42, in occasione della ricorrenza dei Santi Innocenti. A introdurre la celebrazione il parroco don Alessandro Fusetti.
«Rivolgo il mio ricordo e preghiera per Benedetto XVI che è stato alla base del mio inizio da Cardinale e che 15 anni ha imposto su di me le mani e mi ha voluto a capo del dicastero della Cultura – ha ricordato all’inizio dell’omelia  Ravasi per poi soffermarsi sulle letture – La vita è un volo che passa con una velocità estrema. Guardiamo a quello che abbiamo scritto a quello che le nostre mani hanno costruito. Penso ai genitori che hanno costruito una famiglia. impariamo a meditare quanto abbiamo fatto, facciamo una sorta di esame di coscienza sul bene e il male commessi».
Poi la riflessione si è soffermata sui bambini brutalmente uccisi e sulle madri.
«E’ un tema che ha colpito la Chiesa oggi, creando vergogna e rossore – ha proseguito toccando il tema della pedofilia – così come la violenza su anime innocenti nei Paesi in guerra. Ma perché capita loro questo? Camus, ateo, nel libro La Peste fa dire al protagonista: “fino a quando succede che un bambino muore ingiustamente io non potrò credere”. Ma molto del male che vediamo è frutto della crudeltà umana. Oltre ai bambini c’è la figura delle madri attraverso la citazione del profeta Geremia, dove Rachele dà alla luce un figlio che muore, un dolore inimmaginabile. Viviamo per di più un inverno demografico, ovvero con poche culle e per lo più anziani.  La sofferenza che provano è indescrivibile. Ricordiamo questi dolori nella preghiera come successo nella comunità di Osnago a Franco Iantorno con la figlia Rossana. Accanto a questa immagine vorrei però anche collocare quella delineata da Peguy nel libro Il mistero dei Santi Innocenti, dove immagina che questi bambini giocano con le loro palme e le loro corone, segno di speranza perché sono in Dio».
Al termine il cardinale si è fermato a salutare i coscritti e i fedeli presenti; a seguire un  momento di festa al Circolone per festeggiare il traguardo degli 80 anni.

D.V.



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