In occasione della Giornata della Memoria domenica 29 gennaio oltre trenta persone hanno partecipato con Progetto Osnago alla visita guidata al Giardino dei Giusti di Milano.
Grazie all’illustrazione della guida è stata spiegata l’origine del Giardino su ispirazione del Mausoleo di Yad Vashem a Gerusalemme, nato per commemorare i Giusti tra le nazioni, persone che hanno rischiato la loro vita per aiutare e salvare degli ebrei perseguitati dal regime nazista.
Il termine “giusto” è tratto dal passo del Talmud che afferma “chi salva una vita salva il mondo intero” per cui Gariwo (Gardens of the Righteous Worldwide) è nata nel 1999 a Milano con l’intento di estendere il concetto dalla memoria della Shoah a quella di tutti i genocidi e crimini contro l’umanità. Aveva scritto Gabriele Nissim, storico e autore di libri, sui Giusti: «Si diventa maturi quando si includono le sofferenze degli altri nella nostra memoria».
I giusti infatti non sono né santi né eroi, ma persone comuni che a un certo punto della loro vita, di fronte a ingiustizie e persecuzioni, sono stati capaci di andare con coraggio in soccorso dei sofferenti e di interrompere così la catena del male. Non esisterà mai una tipologia esaustiva degli uomini giusti, perché nel corso della storia e in ogni contesto appaiono sempre figure nuove, capaci con la loro coscienza e la loro capacità di giudizio di anticipare il corso degli avvenimenti. I giusti salvano, accolgono, testimoniano, ed esprimono la propria umanità nel soccorso a un altro essere umano. Raccontare le loro storie è un modo per ricordare a ciascuno che ci si può sempre mettere in gioco e intervenire in difesa di un diritto fondamentale.
Durante la visita è stata ricordata su segnalazione di una concittadina, sua parente, anche la figura di Lazzaro Massimo De Castiglioni, generale dell’esercito italiano che impose al governo di Vichy la sospensione delle retate contro gli ebrei francesi e stranieri in Val d’Isere.
Recentemente Liliana Segre ha affermato sconfortata: «Fra qualche anno della Shoah ci sarà una riga nei libri di storia, e poi nemmeno quella».
La Giornata della Memoria vissuta come ricordo non solo della della Shoah, ma di tutti i genocidi potrebbe servire a evitare l’oblio su fatti che si devono dimenticare.
D.V.



