Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa di Narconon con sede a Osnago.
Per la ricorrenza della Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga istituita per il 26 giugno dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel lontano 1987 possiamo affermare che molta droga è passata sotto i ponti e purtroppo anche molte vite sono state definitivamente spezzate. Dalla odierna pubblicazione della Relazione al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia si legge che i decessi accertati nel 2024 per abuso di cocaina hanno raggiungo il loro massimo storico equiparando le morti per eroina.
Si potrebbe parlare a non finire di quanti e quali disastri e tragiche vicende portano l’abuso di alcol e droga, ma a questo ci pensano già i mass media nazionali. A noi, operatori del centro Narconon Aurora, impegnati giornalmente a salvare vite, ci pare più importante dare risalto alle centinaia di persone che dal 2018 sono rinate grazie al percorso riabilitativo svolto nella nostra sede di Osnago e che malauguratamente non trovano spazio sulle prime pagine dei giornali e tv d’Italia. In particolare vogliamo raccontare la storia di Paolo, operatore della comunità Narconon Aurora dal 2019, perché è un esempio ammirevole di riscatto dal buio della dipendenza:
“Ciao! Mi chiamo Paolo (nella foto) , ho 46 anni e voglio raccontare la mia storia di grande sofferenza, ma anche di rinascita. Nasco da una famiglia di grandi lavoratori e forti principi morali. Nella mia infanzia non mi è mancato nulla. Ho avuto tutte le possibilità per portare avanti gli studi, praticare sport e indirizzarmi nel migliore dei modi verso l’età adulta e lavorativa. Verso i 17 anni però è successo qualcosa. La vita agiata e senza problemi pareva non soddisfarmi più e ho avuto l’occasione di approcciarmi alle cosiddette droghe leggere. Ne fui subito rapito. Non avevo idea che da quel momento sarebbe iniziato il mio declino. Non mi rendevo conto di ciò che stavo creando alla mia mente e così la mia morale ha iniziato sempre più a vacillare, portandomi a non percepire più i pericoli dettati dalle droghe. Sono così passato ad altri tipi di sostanze, come cocaina ed ecstasy. A 23 anni, senza rendermene conto, avevo già bruciato diverse occasioni di crescita personale, ma ancora non riuscivo a dare la colpa all’uso di sostanze che pensavo fosse solo uno svago ricreativo…e che potevo controllare. Mai stato più lontano dalla verità!
Poi è arrivata l’eroina. E’ stata la mia miglior amica finché non si è rotto l’incantesimo e mi ha sbattuto in faccia tutta la cruda realtà che una dipendenza può portare. Per circa 13 anni ho vissuto un inferno che ha coinvolto anche la mia famiglia alla quale ho portato più sofferenza di quanto potessero sopportare. Dentro di me mi sentivo finito, inutile, senza scampo…piombato in un luogo fatto di un dolore emotivo che non mi permetteva di rivedere la luce. Non sapevo più cosa volesse dire ridere o provare amore. Come c’ero finito in quello stato? Eppure prima non mi mancava nulla, né mi era successo alcunché di così disastroso. 
Allora ho capito che le sostanze non guardano in faccia nessuno, chiunque può finire nella trappola!
A 37 anni, in un ultimo sprazzo di energia e razionalità, sono riuscito a chiedere aiuto prima che la vita chiudesse definitivamente i conti con me. Ho chiamato il centro Narconon e grazie all’appoggio della mia famiglia ho iniziato il mio percorso di rinascita. Mi sono disintossicato, ho riguadagnato completamente tutte le mie abilità ormai assopite e ho ripreso a vivere con valori morali e obiettivi sani. L’aiuto che ho ricevuto è stato così grande che ho deciso a mia volta di diventare operatore e da anni mi dedico ad aiutare le persone e le loro famiglie che stanno vivendo un calvario simile al mio.
Oggi ho ripreso in mano completamente la mia vita, sono felice ed il passato non mi ostacola più. Vivo il presente in relazione a un futuro costruttivo. Così ho conosciuto Barbara, la mia fantastica compagna di vita, con la quale abito a Osnago e finalmente ho ritrovato l’orgoglio della mia famiglia. Ma la cosa più bella è che da 2 mesi sono papà di una fantastica bimba di nome Lisa Aurora che sta riempiendo la mia vita giorno dopo giorno.
Ora amo di nuovo… respiro di nuovo… vedo tutti i colori di questo mondo. Le droghe mi stavano portando via tutto questo.”
La storia di Paolo, come quelle di altri ex ospiti del centro Narconon Aurora, sono una dimostrazione che le dipendenze possono essere sia una brutta parentesi della propria vita, ma anche un’occasione di grande riscatto personale e sociale.

