8 MARZO 2021

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Viene festeggiata una volta l’anno, in un mese un po’ pazzerello dove si mischiano  neve, vento, pioggia e sole. Come nel suo mondo, ricco e creativo, esuberante, accogliente e sorprendente. Non stiamo esagerando, l’universo femminile è così, completo e complesso al tempo stesso in cui si nascondono sentimenti contrastanti, difficile a volte da capire.
Perchè la donna ama, ma conosce anche l’altra faccia dell’amore come il rancore delle ferite tenute dentro. E poi sa accogliere e rifiutare, sa donare e ricevere in un alternarsi che non conosce sosta. Così come non conosce sosta l’impegno che la contraddistingue, che sia dentro o fuori casa nelle diverse attività giornaliere. Eppure ci si accorge del valore della donna quando qualcuna viene brutalmente ferita, violentata o uccisa.
Ci si accorge di lei quando viene a mancare, risucchiata da malattia o dal male oscuro mai manifestato. Ci si accorge di Lei quando, stanca di soprusi, liti, prevaricazioni e violenze subdole, se ne va di casa e si rende introvabile, lasciando dubbi e  qualche rimorso in chi rimane. La cronaca è fitta di questi episodi in cui traspaiono sofferenze e solitudini mai comprese, forzatamente taciute e nascoste per il bene altrui.
Una realtà conosciuta ai Centri di ascolto, ai centri antiviolenza e a molte di queste associazioni, come Laltra metà del cielo (*) che si occupano di lei, dando voce a chi non l’ha, dando valore a chi non sa di averlo, dando sicurezza dove è venuta a mancare. Questi centri assistono e supportano la donna nel suo impegnativo compito di moglie, madre, compagna, amica e amante, mille ruoli e volti concentrati in un’unica persona, che spesso faticano a coesistere.
E’ uno sforzo immane che la donna fa all’interno della sua famiglia, divisa tra genitori anziani da assistere, figli piccoli da gestire, adolescenti da comprendere, marito da coccolare e lavoro fuori casa da tenere stretto per far fronte alle difficoltà economiche del vivere di oggi.
Mai come quest’anno di pandemia la donna è stata un punto determinante tra le mura domestiche, specie nella prima fase, in quella primavera in cui tutto sembrava si fosse fermato. Chi non si è mai fermata  è stata proprio lei che ha continuato a badare a tutti, in  particolare ai bambini piombati in una realtà che li ha isolati e privati dei loro momenti di gioco comunitario.
Si sono inventate di tutto per tenerli impegnati, per non far pesare su di loro disagi e preoccupazioni, controllando nel contempo i figli adolescenti, relegati nelle loro camere silenziose, ma anche i fornelli accesi per il pranzo o il computer per la riunione di lavoro. Non ha importanza come vengano definite queste donne tuttofare, l’importante è ciò che fanno, cioè salti mortali per tenere unita la famiglia, prendendo esempio da nonne e mamme e seguendone i saggi consigli senza tempo.
La figura femminile, ieri come oggi, non ha un solo ruolo, ma è tanti ruoli diversi, si adatta a tutti, si modella come creta per adattarsi alle necessità di ogni membro della famiglia, dimentica spesso delle sue stesse esigenze. Come dicono i versi di questa poetessa finlandese,  fondatrice del Modernismo finlandese, che non negano il suo essere donna, ma esaltano i vari ruoli in esso contenuti.

 Io non sono una donna
(Edith Södergran 4/4/1892-24/6/1923)

Io non sono una donna. Sono una cosa neutra.
Sono un bimbo, un paggio e una decisione ardita,
sono un raggio ridente di sole scarlatto…
Io sono una rete per tutti i pesci voraci,
sono un calice a onore di tutte le donne,
sono un passo verso il caso e la rovina,
sono un salto nella libertà e nel sé…
Io sono il sussurro del sangue nell’orecchio dell’uomo,
sono una febbre dell’anima, della carne voglia e rifiuto,
sono una targa d’ingresso a nuovi paradisi.
Io sono una fiamma, che cerca vivace,
sono un’acqua, fonda, ma audace fino al ginocchio,
sono fuoco e acqua in rapporto leale, e senza condizioni…

(*) Da anni l’associazione L‘altra metà del cielo – Telefono Donna  fornisce assistenza a donne vittime di violenza fisica, sostegno a distanza, assistenza femminile, assistenza donne vittime di violenza psicologica, assistenza donne vittime di stalking, servizi di assistenza femminile, associazioni d’assistenza, volontariato, associazioni di volontariato e solidarietà. Esistono ulteriori servizi come una linea di ascolto telefonico, case di accoglienza per emergenza, iniziative culturali, centri antiviolenza, consulenza telefonica con reperibilità 24h, oltre a iniziative sociali e assistenza psicologica.
Abbiamo rivolto alcune brevi domande alla presidente Amalia Bonfanti per capire la situazione in tempo di pandemia. Ci ha risposto sinteticamente, con alcuni dati che danno l’immagine chiara della situazione attuale.

Quante donne avete assistito in questo anno pandemico?
126 donne

 Quale l’età media delle donne da voi assistite?
Il 18% dei casi è tra i 14 e i 29 anni; il  27% tra i 30 e i 39 anni; il 29% tra i 40 e i 49 anni  e 24% tra i 50 e i 59 anni

Quale il Paese di provenienza?
68% sono italiane. 28% provengono da vari paesi europei, il 18% dall’Africa e il 26% dall’America Latina.

E’ stato un anno peggiore di altri per la violenza sulla donna?
Senza dubbio è stato peggiore per tipologia di interventi.

Quale è il tipo di violenza per cui ricorrono da voi?
Da quella fisica, piscologica, sociale ed economica fino ad arrivare allo stalking e allo stupro.

Quale è il primo passo per contattarvi e farsi ascoltare?
Via telefono o entrando nel nostro sito www.altrametadelcielo.org

E il percorso successivo?
Appuntamento, colloquio con le operatrici di accoglienza, condivisione del sostegno da attuare (psicologico, legale…)

Sono accolte anche in strutture protette?
Sì, abbiamo case di pronto/intervento, di prima accoglienza e di seconda accoglienza.

L’Altra Metà del Cielo – Telefono Donna – Merate (LC), via S. Ambrogio 17 – Tel.039/9900678
ORARI: Sportello di accoglienza Merate: lunedì 16 – 18. Sportello di accoglienza Casatenovo: martedì 10 – 12 Sportello Stalking: sabato 9 – 12 Accoglienza telefonica: 24 ore su 24.  

 S.F.



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