E’ PRIMAVERA…

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“E’ primavera, svegliatevi bambine per le cascine…” dice la canzone Mattinata fiorentina. Se le cascine sono scomparse in Brianza, rimane da ammirare la bellezza della nuova stagione, con primule e margherite nei prati, germogli sugli alberi e profumi intensi nell’aria nonostante le giornate ancora fredde. È quanto basta per sentire il ricambio nella natura e aprirci alla speranza di cui abbiamo bisogno. Speranza ma anche ricordo, per non dimenticare quel marzo-aprile 2020 in cui il suono delle sirene spezzava i lunghi silenzi nelle strade deserte mentre dentro casa la paura aumentava. Per non dimenticare le sere in cui parlavano solo numeri, percentuali, grafici, senza nomi né volti. Abbiamo convissuto silenziosamente con troppo dolore e supportato da lontano i sanitari impegnati in una battaglia sconosciuta, pregando per malati e famigliari… Abbiamo fatto sacrifici, rinunce e versato lacrime di condivisione…
Ci si chiedeva quanto sarebbe durato l’incubo, mentre fuori la primavera era più bella e calda che mai. Poi con l’estate la situazione sembrava migliorata, nonostante l’invito degli esperti alla prudenza per evitare una seconda ondata. Puntualmente arrivata insieme alle varianti, inglese, brasiliana e nigeriana… Altro dolore, altre chiusure e riaperture, zone rosse, arancio e gialle, ma anche imprudenza di chi negava il virus o lo sottovalutava.
A ogni chiusura qualcuno protestava, rivendicando il diritto al lavoro, ai contributi promessi, in alcuni casi mai arrivati, e comunque insufficienti a far fronte al mancato guadagno. Qualcuno ha protestato per la mancanza di libertà. Ma quale libertà ci può essere durante una pandemia generalizzata che mette a rischio la salute di tutti e necessita di comportamenti responsabili?
Queste proteste di piazza, parecchie e di diverse categorie, ricordano ai più anziani una storiella che ha fatto il giro del mondo e ognuno ne attribuisce la paternità.
È quella di un nonno in viaggio con il nipotino e un asinello, legato a una corda, che avanza al loro fianco. Arrivano in un paese e la gente ride, vedendo che nessuno è sulla groppa dell’animale. Allora sale il nonno e il nipote continua a piedi. Arrivati nel paese successivo la gente critica il comportamento egoistico del nonno. Sentite le critiche, lui scende e fa salire il nipotino.
Giunti in un’altra località gli anziani del posto criticano il bambino sull’asino e il vecchio a piedi. A questo punto il nonno spazientito sale in groppa all’asino assieme al nipote. Ma la gente che li vede passare grida che sono incoscienti a caricare tutto quel peso su un povero animale. Il nonno, sempre più scocciato, scende insieme al nipotino e decide di caricare l’asino sulle loro spalle. Arrivati però a destinazione la gente ride e grida che sono degli stupidi.
Morale: ci sono torti e ragioni da ogni parte e ogni decisione contempla critiche, malumori o consensi.
Per andare avanti però, specie in questo momento, è necessario guardare al bene comune, in questo caso la salute, e considerare che è difficoltoso reggere le redini del Paese in questo contesto. Così come è difficoltoso per il personale sanitario impegnato da una parte nella crescita esponenziale dei contagi e dall’altra nella campagna di vaccinazioni.
Ma ben venga perché a quest’ultima è affidata la nuova speranza. È arrivata giusto in primavera, insieme al risveglio della natura, promessa di un cambiamento.

S.F.



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