«I WANT YOU!»

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In questi ormai quasi due mesi di isolamento, abbiamo imparato a rinunciare a tante cose; ci siamo riorganizzati, adattati, modificato le nostre abitudini e abbiamo imparato a “farci piacere altre cose”, ma una passione può essere sopita, non può essere annullata.
Chi ama il cinema, ama la visione in sala. Il cinema è per sua definizione intrattenimento condiviso, seduti insieme, sotto uno splendido enorme schermo che ci avvolge, che ci fa sognare e che ci fa viaggiare davanti ad una televisione non si va proprio da nessuna parte la televisione è fatta per altri contenuti, per altri tipi di inquadrature, per certi tipi di narrazione.
Non per gli spazi sconfinati, per le visioni epiche, per lo spazio immenso, per l’adrenalina, per le corse a mille all’ora le vere emozioni sono in sala: il cinema che amiamo è questo.
In questo periodo, l’industria cinematografica deve fronteggiare una profonda crisi che si ripercuoterà per molti mesi, legata non solo alla chiusura delle sale, ma anche all’interruzione delle grandi produzioni internazionali.
In questo mese, si sono susseguite le notizie degli slittamenti di tutte le grandi produzioni internazionali, che ulteriormente aggraveranno le perdite dell’industria cinematografica di questo periodo, con gravi problemi per tutti coloro che lavorano anche “dietro alle quinte”.
In qualche modo, però, questi slittamenti erano inevitabili e con pazienza attenderemo Top Gun: Maverick a dicembre 2020, anziché a luglio, Fast and Furious arriverà addirittura con un ritardo di un anno, solo per citare due tra i titoli più attesi.
L’invito, allora, è quello di avere pazienza di non avere fretta di aspettare le riaperture delle sale, di non subire il fascino delle piattaforme streaming, di frequentare i cinema quando saranno riaperti e, se le nostre abitudini non comprendevano la visione in sala, magari proviamo “a fare un salto al cinema” e ridiamo vita a un settore che se lo merita; grandi registi ce lo stanno chiedendo da Nolan a Tarantino i grandi autori ci stanno chiamando: «I want you!».

C.G.



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