L’ANNO (SCOLASTICO) CHE VERRÀ

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C’è scuola e scuola. C’è insegnante e insegnante. C’è studente e studente, c’è genitore e genitore.
Non è il caso di parlare, generalizzando, su come il mondo della scuola si stia muovendo in questo periodo difficile…
Videolezioni, connessione, microfono, cam…
Tutto questo ora è scuola e permette a tutti gli studenti, dalla primaria all’università, di partecipare alle lezioni; sempre non è possibile, alcune famiglie non possono permetterselo… tuttavia la propria scuola lo sa, gli insegnanti pure, tanto che sono stati messi a disposizione finanziamenti e strategie per venire incontro alle criticità emerse. Così come tutti sappiamo che, dato il periodo critico in corso, alcuni ragazzi possono vivere un momento difficile e di angoscia per alcune situazioni familiari.
Ma un’altra cosa tutti sappiamo, ahinoi: tutti gli studenti saranno ammessi alla classe successiva: è la prima informazione certa che il Ministro dell’Istruzione a marzo ha fatto prima trapelare e poi messo per iscritto.
Bisogna continuare con professionalità a lavorare, programmare, utilizzare nuove strategie coinvolgenti ecc…, ma indubbiamente con i ragazzi della secondaria già promossi è tutta un’altra storia.
E ancora: “la didattica a distanza ci ha aperto un nuovo mondo, è un nuovo modo di insegnare”; allora perchè non tenere in considerazione il lavoro svolto in questi tre mesi?
Perchè promuovere per legge tutti, anche chi non prende in seria considerazione la didattica a distanza?
Sarà bello e gratificante a giugno per alcuni genitori e alunni vedere il quadro dei voti reali (non ci sarà il 6 politico) e poi a prescindere la dicitura: “ammesso/a”?
Ah, ma poi a settembre ci saranno i recuperi… Forse…
E chi ha sbagliato indirizzo di studio al primo anno, come fa per riorientarsi?
Fermo restando che la situazione migliori, e ce lo auguriamo perchè è la cosa più importante ora, dall’anno prossimo la situazione scolastica sarà ancora più tosta, in particolare per i ragazzi del biennio degli istituti superiori e per le stesse scuole che avranno problemi con gli spazi e le aule (con classi “pollaio” anche al secondo anno e più classi terze) con indubbi disagi sulla didattica per l’intero anno.
Forse la comunicazione “tutti promossi” non andava fatta e per lo meno andava garantito agli insegnanti una possibilità di decisione; del resto sono loro i responsabili del cammino scolastico dei nostri studenti, non i genitori, tanto meno gli avvocati.
C’è spazio per tutti, ma non per i docenti non di ruolo per cui tutto è fermo: il ministro l’ha già dichiarato: “non potremo aggiornare quest’estate le graduatorie per i numerosi supplenti”.
Benissimo, quindi a settembre come si recluteranno gli insegnanti? “Assumeremo, assumeremo…”, ma siamo sempre al punto di prima… altro che buona scuola, cara ministro Azzolina.
Mi sia permesso un ultimo pensiero per i maturandi: diamo loro almeno un esame orale vero e proprio, in un’aula della loro scuola, con i loro insegnanti radunati a interrogarli e ad ascoltarli.
Concordo infatti con Paolo Giordano del Corriere: “Si  prenda questo impegno subito, non aspettiamo il 18 maggio, e mettiamolo tra le priorità, accanto agli aiuti economici alle famiglie, ai test sierologici e al calendario delle riaperture aziendali”.

D.V.



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