L’UNIONE FA LA FORZA

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Mancano dieci mesi al momento in cui noi cernuschesi saremo chiamati a votare per rinnovare l’Amministrazione comunale.
Al di là dei volti di chi ci governa e di chi siede tra i banchi della minoranza, rimango dell’idea che la politica nel nostro paese è per pochi, in quanto poco partecipata. I Consigli comunali sono sempre più deserti perché la cittadinanza non vi partecipa.
Nel periodo preelettorale man mano riappariranno gazebi in piazza e nei punti strategici dei quattro rioni, manifesti sulle bacheche, volantini nella posta, riunioni settimanali, incontri con le associazioni e cittadini (non numerosi), poi tutto, come già visto, sparisce. Chi s’è visto, s’è visto.
Alle presentazione delle liste, i soliti due o tre ben pensanti faranno domande-sermoni in pubblico, per cui nasce spontanea la domanda: ma perchè non ti candidi tu?
Clima teso, animi surriscaldati, gente che non si saluta in nome di ideali di partito… Al seggio elettorale vedremo dei cittadini che scruteranno chi entra e chi esce e al momento dello spoglio controllano scrupolosamente tutto quello che viene detto e fatto.
Soci di alcune associazioni del paese che esulteranno e brinderanno con il vincitore…
Molti candidati non eletti scompariranno dalla faccia del paese dopo promesse e discorsi a caccia di voti, come se le esigenze e le problematiche dei cittadini si ascoltino una volta ogni cinque anni… Poi magari si formeranno le Consulte cittadine: numeri ristretti, poche adesioni, con molto impegno da parte di coloro che ne fanno parte.
Nel rispetto del lavoro svolto da maggioranza e minoranze, purtroppo la politica a Cernusco da diversi anni divide, non unisce (neanche per il Covid19) né stimola. Regna l’immobilismo. La gente si è allontanata e compare sempre meno alle votazioni…(942 gli astenuti nel 2016).
Una possibile soluzione per il bene del nostro paese ci sarebbe; anziché dividersi e presentarsi a governare il paese in più liste, perché non mettere da parte antichi dissapori e mettersi insieme in un’unica formazione che si concentri su dei punti comuni per il bene del paese?
Costa fatica, ma sedersi a un tavolo e proporre e scegliere dei nomi, lontani dalla vecchia politica, e delle idee comuni e lungimiranti non è impossibile.
Alcuni esempi? Una palestra comunale, valorizzazione del commercio in centro e degli spazi che ha il paese poco o mal utilizzati, abbassamento delle tasse, viabilità dell’area commerciale, proficua collaborazione con la parrocchia…
Le elezioni non sono una partita di calcio che si vince e si esulta e si brinda, ma un punto da cui partire e realizzare ciò che si è detto di fare.
Si chiede troppo ai nostri politici? Basta divisioni, vorremmo un paese più dinamico e non fermo per dibattiti buroratici, scontri, ripensamenti e mancanza di iniziative concrete.
La campagna elettorale non è ancora ufficialmente iniziata, speriamo che prima che si metta in moto ci sia una svolta per il bene della vita comune. Basta dividere e dividerci!

D.V.



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