TUTTI A CASA, PER FAVORE

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Sono già alcune settimane che siamo tutti invitati a rimanere a casa.
Lo dicono esperti virologi, politici, cantanti e attori.Lo dicono medici e infermieri dal fronte, con negli occhi lo strazio per quello che vedono ogni giorno, per coloro che non sono riusciti a salvare e se ne sono andati, da soli, senza famigliari e senza funerale.
Medici e paramedici che stanno facendo turni massacranti nelle terapie intensive degli ospedali lombardi, mentre fuori alcuni continuano, indifferenti, a fare la vita di sempre, fregandosene di ciò che succede là dentro.
Fino a due settimane fa a Milano sui Navigli c’era ancora la movida, nonostante già ci fossero i divieti di assembramento. Giovani incoscienti che hanno messo a repentaglio la vita altrui, incuranti del fatto che in questa guerra da virus a essere colpiti non sono solo gli anziani. Ancora nei giorni scorsi si vedeva camminare per strada gli irriducibili della forma fisica, abbandonati a se stessi dopo la chiusura delle palestre o i salutisti che scaricano tensioni e pressione arteriosa con una buona camminata, “sforando” confini non più permessi.
I divieti in vigore (forse non del tutto chiari) hanno ridotto la libertà di movimento di tutti, per tutelarne la salute. Qualcuno è rimasto sordo agli appelli, per incapacità a sentire o per indifferenza verso chi sta lottando e soffrendo. A questi “alcuni” (fortunatamente una minoranza) non sono bastate e non bastano le immagini che i telegiornali mandano in onda durante la giornata, immagini che sconvolgono non solo i più sensibili, ma chiunque abbia a cuore il proprio Paese e i cittadini.
Rimanere a casa può sembrare un imperativo che riduce la libertà e relega in spazi spesso anche ristretti. Però salva la vita e la vita di ognuno di noi, anche delle persone anziane e malate è sempre importante.
Rimanere a casa non è sentirsi reclusi, ma allargare gli spazi della mente, attingendo a capacità e creatività, rimaste inascoltate e mai emerse per mancanza di tempo. Fermarsi è necessario per riscoprire anche i veri valori, per ascoltare, vedere con occhi diversi e soprattutto per accogliere nel profondo e condividerle quella sofferenza tangibile che ci circonda in questo momento. Non sono solo le imposizioni a farci rimanere a casa, ma il buon senso, la responsabilità e soprattutto la consapevolezza che così facendo tutto si risolverà in tempi più brevi per lasciarci alle spalle questa pagina straziante, per  tutti noi e per il nostro Paese.

S.F.



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