UN MESE INCONSUETO

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Il mese di maggio volge al termine. I giorni sono trascorsi inesorabili, come se nulla fosse… Dei ricordi di una volta è rimasto ben poco, quando eravamo abituati a uscire per far visita alle principali edicole mariane del paese, assaporando il profumo dei tigli e delle robinie fiorite (decimati lungo il cavalcavia della SP54)… La pioggia, il clima non ancora propriamente primaverile, la pandemia hanno come anestetizzato questo mese.
Avrebbe dovuto essere il mese decisivo delle elezioni amministrative per Cernusco e Montevecchia, ma tutto è stato rimandato in autunno e non c’è traccia, a parte qualche volantino, di dibattito politico, momenti di confronto e di campagna elettorale. Tutto si concentrerà a settembre, dopo una calda estate.
La somministrazione dei vaccini prosegue a pieno regime e il mese di giugno dovrebbe essere definitivamente nel segno della ripresa, sperando a ottobre di non ritrovarci colpiti da una nuova ondata…
Eppure ciò di cui non ci potremo dimenticare è che il paese di Cernusco è stato colpito da un terribile lutto che ha fatto calare il gelo sull’intera comunità. Una vita giovanissima spezzata a causa della distrazione di un uomo alla guida di un’auto. Abbiamo vissuto per alcuni giorni lo sgomento, momenti di preghiera e di speranza che man mano andava affievolendosi… Poi il buio.
Il destino ha voluto che questo incidente accadesse a pochi metri da dove era capitata la disgrazia dei due giovani atleti cernuschesi Attilio Lanfritto e Giorgio Maggioni nell’ottobre del 1972.
Un’altra volta, a distanza di pochi mesi dalla scomparsa di Federica Ripamonti, la comunità cernuschese si è trovata a vivere un dramma a cui è difficile trovare una spiegazione. Lo stesso monsignor Maurizio Rolla lo ha detto nell’omelia del funerale del piccolo Gioele Petza: «Questa comunità è stata di nuovo aspramente provata, dopo quanto successo a gennaio con Federica, anche ora non ci sono parole sufficientemente adatte… Tutta la comunità di Cernusco, fatta di persone operose e capaci, ha bisogno di trovare la strada della speranza, con forza e continua fiducia…».
Di fronte a questo invito non resta che impegnarci in modo serio affinché questi tristi episodi non siano stati vani, ma siano da sprono per trovare un punto di incontro, per migliorare le relazioni interpersonali. Sarebbe idilliaco non vivere simili eventi, ma la vita ci pone davanti a fatti ai nostri occhi inspiegabili e dobbiamo saperci convivere, nel silenzio, nel rispetto…
Si possono anche evincere semplici, ma importanti messaggi per il quotidiano: più attenzione quando guidiamo e pensiamo a cosa può succedere se non prestiamo la massima attenzione in auto. Se un figlio o un alunno ha un problema o intuiamo che possa vivere un disagio, non facciamo finta di nulla e non vergogniamoci di rivolgerci a degli specialisti…
Quelle luci accese alle finestre delle nostre case quel sabato sera dell’8 maggio ci facciano capire ancora una volta che uniti possiamo “accendere” il paese in cui viviamo, guardando a ciò che è essenziale e lasciandoci alle spalle inutili campanilismi e piccole beghe di quartiere…

D.V.



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