UN NATALE DISTANZIATO?

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Quest’anno il Natale sarà totalmente diverso rispetto a come lo abbiamo sempre trascorso: addio alle feste tra amici, le riunioni aziendali per scambiarsi gli auguri, le cene e gli aperitivi prenatalizi. Questo 2020 è stato un anno strano caratterizzato da due parole: distanziamento e solitudine.
E queste due parole in vista del Natale pesano tantissimo: immaginare uno scambio di auguri senza contatto è quasi incredibile. Eppure, la pandemia ci ha costretto ad accettare che il contatto sia una cosa negativa in quanto veicolo di contagio e di malattia. Molti studi evidenziano che l’essere umano è condizionato già dal solo pensiero che il contatto possa trasferire una malattia. Risulta spontaneo chiedersi quali ripercussioni ed effetti questo avrà sui nostri comportamenti nel post-pandemia.
Saremo distanti e diffidenti nei confronti del prossimo anche quando ci sarà la possibilità di essere vaccinati? Prevarrà la paura o l’affettività?
Non c’è una risposta uguale per tutti. Quello che è sicuro che delle influenze e delle modifiche sul nostro modo di vivere e di relazionarci ci sono e ci saranno anche nel prossimo periodo.
Da poco è stata commemorata la Giornata Mondiale dei Diritti Umani e ci sembra così strano dover pensare che la lotta per i diritti negati avvenga anche in Italia. Possiamo pensare che anche la gestione delle relazioni faccia parte dei nostri diritti umani fondamentali?
Il pensiero va soprattutto ai bambini e agli anziani che hanno meno strumenti per tutelarsi adeguatamente socialmente e psicologicamente.
Se è vero che da una parte c’è la necessità di evitare assembramenti per tutelare la salute, è altrettanto vero che dall’altra c’è l’importanza di non emarginare le persone sole e anziane, di non privarli delle relazioni primarie affettive indispensabili.
Stessa attenzione per i bambini: deve esserci il rispetto delle esigenze di chi non può decidere autonomamente per il proprio benessere.
Ma vogliamo essere positivi, non pensare alla divisione bensì all’unione: prima di giudicarci e condannarci o immaginare ciò che non esiste, sarebbe bello semplicemente ascoltarsi, nello spirito della comprensione e dell’amore di cui ognuno di noi è custode.

S.A.



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