UN PROGETTO DA TROPPO IN SOSPESO

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Maura Carta, presidente della Milano Serravalle – Milano Tangenziali S.p.A concessionaria fino al 2028 della cintura delle tre tangenziali del Milanese ne aveva riparlato l’anno scorso. La possibilità di realizzare l’interramento della Statale 342 dir da Usmate a Lecco passando per Calco, evitando code e traffico lungo i centri abiti dei paesi che sono letteralmente attraversati dalla Statale.
L’occasione era ed è quella dei giochi olimpici del 2026, considerando i tratti difficoltosi della rete e soprattutto la mancanza di un tratto stradale a più corsie che colleghi Usmate a Lecco. Sono anni che si discute e si fanno progetti, poi accantonati.
Nel frattempo lungo la 342 dir sono aumentati le aree commerciali, un bene per il mondo del lavoro, ma che allo stesso tempo portano maggiore traffico e rotonde lungo la già sofferente Provinciale. Basti pensare alla congestione che si crea la mattina e nel tardo pomeriggio attorno a rotonde e incroci semaforici tra Calco, Merate, Cernusco e Osnago, aumentando anche il problema dell’inquinamento. In tutti questi anni l’immobilismo ha sempre vinto nonostante le animate discussioni pro e contro le bretelle, le rotonde, i semafori, l’interramento…
«Si cominciò a parlare di “interramento della statale” all’inizio degli anni ’90 quando fu chiaro a tutti che lo svincolo di Cernusco non sarebbe più stato in grado – nelle condizioni in cui era – di smaltire il crescente volume di traffico che lo attraversava – ci spiega l’ex sindaco di Cernusco Antonio Conrater  (nella foto) –  A Cernusco capimmo subito che dovevamo prendere l’iniziativa noi per non farci prendere in contropiedi dagli altri comuni del territorio che avevano il solo scopo di far passare il più velocemente possibile   da Cernusco le macchine che andavano da Lecco a Milano la mattina e da Milano a Lecco la sera. Dei pedoni tantissimi che attraversavano la statale per andare in centro paese importava solo a noi e ai nostri concittadini».
Tutti avrebbero voluto far passare i pedoni in un bel sottopasso sia di giorno che di notte, togliere tutti i semafori e lasciar correre le macchine libere e felici.
«La nostra ricetta invece era un’altra: facciamo passare le macchine sottoterra e lasciamo che i pedoni continuino a attraversare la statale alla luce del sole – continua Conrater -La prima proposta che abbiamo elaborato prevedeva che l’interramento partisse con una galleria che da Usmate attraversasse Lomagna, l’altopiano di Moscoro e uscisse in territorio di Olgiate. La presentammo in “pompa magna” al Direttore Generale ANAS per la Lombardia e a tutta la stampa locale. Era una proposta seria, ma purtroppo il fatto che fosse una nostra iniziativa unilaterale fece sì che tutti l’accogliessero senza alcun entusiasmo. Capimmo a questo punto che le idee anche buone per poter camminare devono essere condivise. E così ci rimettemmo al lavoro, un lavoro lungo e paziente, per trovare una soluzione che potesse essere gradita da tutti».
Nacque così il cosiddetto “tracciato dei sindaci” (Cernusco, Merate, Olgiate e Calco) che fu poi fatto proprio anche dalla neonata Provincia di Lecco. Si trattava di una galleria realizzata con tecnica metropolitana che iniziava fra Cernusco e Osnago e terminava sopra il “Ceppo” di Merate.
«I nemici del progetto dicevano che costava troppo, ma il tempo ha dimostrato che chi ha avuto il coraggio di intraprendere qualcosa non ha mai sbagliato. I nemici più insidiosi erano quelli politici quelli cioè che consideravano il progetto di destra (perché i sindaci che lo sostenevano erano di Centro Destra) e come tale lo osteggiavano. Questo fu molto chiaro alle elezioni successive quando in uno dei Comuni la maggioranza cambiò e i nuovi amministratori tolsero l’appoggio al Progetto. Da allora – conclude Conrater – nessuno parlò più di “interramento”».
Da Lecco a Colico oggi si percorrono circa 60 km in poco meno di mezz’ora (cosa impossibile in treno con un solo binario) evitando traffico lungo il lago; da Lecco a Oggiono altrettanto… e da Vimercate a Lecco avete notato com’è il traffico ordinario?
La domanda ora è: esiste un progetto in vista dei giochi olimpici? Cosa dicono i sindaci dei paesi coinvolti? Rimarrà ancora tutto fermo? L’immobilismo non premia, soprattutto i nostri paesi divisi a metà, con code, rallentamenti e aria inquinata da gas di scarico. Un problema quest’ultimo che riguarda la salvaguardia dell’ambiente, di cui tanto si parla oggi.

D.V.



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