CERNUSCO, TORNA IN SCENA LA SARABANDA

Torna a Cernusco Lombardone, in occasione dell’Autunno missionario, la compagnia La Sarabanda con un nuovo spettacolo teatrale divertente, dopo stagioni dedicate al tragico e al drammatico. In scena sabato 26 settembre, per Teatro in Villa, Sono mancato alla festa dei miei cari, tratto dal libro di Andrea Vitali, per la regia di Loredana Riva.
«Era da un po’ che ci stavamo chiedendo quale spettacolo affrontare come nuova proposta, appunto. Ed eravamo orientati verso qualcosa di divertente, perché dopo tante cose tragiche, drammatiche, gli ultimi lavori erano in quello stile lì. Abbiamo detto cerchiamo qualcosa di più divertente» ci ha raccontato la regista.
La ricerca non è stata facile. «O si trovano cose assolutamente banali o cose già trite e ritrite, i soliti classici. Abbiamo già affrontato Goldoni, La locandiera e Sior Todero brontolon, divertenti ma datati, cose che hanno già affrontato tutti».
L’idea nasce per caso. «Mia sorella mi regala un libro di Vitali. L’ha fatto con un’intenzione mirata perché il protagonista ha una ferramenta. Io e mio marito abbiamo avuto una ferramenta-colorificio per quarant’anni. Mi ha detto: è qualcosa che ti riguarda, in cui ti ci puoi calare».
«L’ho trovato molto divertente come sempre è Vitali, particolarmente divertente, e poi il mondo della ferramenta, certi riferimenti erano il mio pane quotidiano, l’aria che si percepiva era quella che conoscevo bene. Mi è scattata la molla, mi si è accesa la lampadina e ho detto guarda te che sarebbe divertente da mettere in scena».
Altri libri di Vitali erano più complessi da adattare. «Abbracciano un sacco di personaggi che si intrecciano, storie molto articolate, si sposta in continuazione tra battello, treno per Lecco, luoghi sul lago. Per noi che abitiamo qua è una soddisfazione, ci sentiamo dentro i suoi racconti, ma teatralmente con un tavolato dove deve succedere tutto non è facile».
Con questo titolo invece la strada si è aperta. «Mi sono resa conto subito che era più abbordabile perché le situazioni spaziali non erano così complicate – spiega Loredana – I luoghi sono due, l’abitazione del protagonista e il negozio, la bottega di ferramenta adiacente. Abbiamo diviso in due lo spazio scenico».
Restavano le scene fuori, «il preside della scuola che frequenta uno dei figli, l’ospedale, ma chi verrà a vedere si renderà conto di come siamo riusciti a risolvere queste situazioni. Lasciamo la sorpresa».
Per contattare Vitali, dopo un tentativo su Facebook senza risposta, c’è stato l’aiuto della libreria Il Gabbiano di Vimercate che lo ospita spesso.
«Ci siamo presentate là e abbiamo fatto la domanda se ci dava il permesso. Gli ho detto siccome sono del 1956 come lei, di febbraio come lei, ho lavorato in ferramenta e ho letto il suo libro, possiamo accarezzare l’idea di metterlo in scena? Mi ha risposto: ma sì, fate quello che volete, basta che non me lo trasformate in dialetto».
Poi il lavoro sul copione con Mara Gualandris. «La difficoltà è trasformare in dialogo tutto quello che è narrazione. Il teatro vive di dialoghi».
Tredici personaggi, compagnia numerosa e quattro nuove giovani entrate per i ruoli più giovani. «Fortunatamente li abbiamo trovati, non è facile tra i giovani trovare adesione al teatro». Oltre a Loredana Riva e Mara Gualandris, Marco Bonanomi, Michela Conti, Mattia Piazza, Andrea Valenza, Pierre Villa, Valter Mangiarotti, Giorgio Vicenzi, Liliana Colombo, Silvia Arcurio, Marta Chiodo e Beniamino Brambilla.
Perché venire a vederlo. «Perché è molto divertente. Dopo un’intera annata teatrale posso dire che è accolto molto bene, ne esce molto divertito, soddisfatto. Viene da ridere anche a me solo a citarlo». E perché parla a una generazione.
«Per chi ha più o meno la nostra età, anni ’70, 80, 90, è uno spaccato di una famiglia tipica dei nostri luoghi, famiglia lombarda. Il tema centrale, ed è questo che rende il racconto divertente, ma non stupido, è il salto generazionale tra genitori e figli. I genitori si aspettano dai figli cose che vengono disattese, i figli devono sgomitare per fare quello che vorrebbero, che non coincide con le aspettative. Un tema di grande attualità, con un sapore vintage molto apprezzato – conclude la regista – Ho spesso sentito dire dal pubblico che è quello che succede in tutte le famiglie, il coinvolgimento è quindi garantito».
Appuntamento sabato 26 a Cernusco ingresso a offerta libera per la missione di padre Sandro Nava che sarà presente per parlare dell’ospedale di Wamba.

D.V.



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