Osnago ospiterà un evento inedito ed emozionante nella suggestiva cornice della Chiesa parrocchiale Santo Stefano, piazza Vittorio Emanuele II, domenica 19 aprile alle 18.
L’associazione Archè, da quindici anni attiva sul nostro territorio, ha realizzato a Venezia un docufilm prodotto da Matteo Corbi e Francesca Pavoni di Art3fatti che racconta l’esperienza di studio, registrazione ed esecuzione di musiche inedite veneziane da parte dell’Orchestra giovanile Junior, composta da ragazze e ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 anni, diretti dal maestro Marcello Corti, in un’ottica di scoperta, confronto e crescita umana di grande valore.
Si tratta di un’esperienza unica e di un viaggio alla scoperta del nostro patrimonio storico-musicale-culturale che si realizza attraverso il ritrovamento degli spartiti e una minuziosa ricerca presso edifici di pregio storico e artistico.
Musiche che Ri-Suonano nasce dal desiderio di ridare voce a un patrimonio musicale dimenticato, intrecciando passato e presente in un dialogo vivo e partecipato. Attraverso il recupero e la riscoperta delle opere inedite di Antonio Martinelli, il progetto intende restituire dignità e visibilità a un capitolo poco esplorato della storia musicale veneziana, custodito negli archivi del Conservatorio Benedetto Marcello.
Oltre alla ricerca musicologica, questo percorso coinvolge giovani strumentisti in un’esperienza formativa e artistica unica, dove l’apprendimento musicale si fonde con la scoperta della storia, della cultura e dell’identità di un’epoca. La realizzazione di un docufilm e di una performance dal vivo rappresentano non solo il punto di arrivo del progetto, ma anche un mezzo per condividere con un
pubblico più ampio l’emozione della riscoperta e il valore della musica del passato. La musica che torna a suonare oggi – che ri-suona – non è soltanto un esercizio di filologia, ma un atto creativo, un ponte tra generazioni, una forma di cittadinanza culturale. In un’epoca in cui l’effimero domina, il progetto sceglie la strada della cura, della lentezza e dell’ascolto, restituendo spessore e profondità a note che, dopo secoli di silenzio, tornano a vibrare nelle mani e nei cuori dei nostri giovani.
Nella biblioteca del Conservatorio di Venezia è custodito il Fondo Esposti; si tratta di più di cento buste di musiche manoscritte (autografi o copie) appartenenti per la maggior parte all’Ospedale della Pietà, che fu brefotrofio e luogo di insegnamento di musica, assimilabile ai moderni Conservatori. La ricercatrice, dottoressa Marta Violetta Nahon si sta occupando di riscoprire alcune composizioni inedite per crearne una moderna edizione critica, dedicando particolare interesse alle opere di Antonio Martinelli, vissuto nel XVIII secolo, che fu maestro di violoncello, violino e compositore proprio dell’Ospedale della Pietà.
L’ingresso è libero.
M.C.


