Sabato 28 marzo Venanzio Lavelli di Cernusco Lombardone ha spento 90 candeline. A festeggiarlo la moglie Rosa Panzeri con le sorelle Mariuccia e Luigina, le figlie Brigitta e Barbara con il genero Rino, i nipoti Francesco, Beatrice e Giacomo, il nipote Carlo con Antonella e l’inseparabile cagnolino Pongo.
Nasce a Cernusco nella corte del “Bregulon” in via Monza e, sin da giovane, è stato molto attivo in oratorio come attore teatrale e nella Polisportiva.
Nel 1955 fonda con Giuseppe Bonanomi e Lino Mandelli la Polisportiva Libertas Cernuschese. Eccelle come attore, diretto dai registi Carmelo Maggioni (nonno di Monica Maggioni ndr) e Mario Ferrario, tanto da ricevere ben due medaglie come miglior attore. Nel frattempo si affaccia e cresce nel mondo del lavoro.
Ricevuto a palazzo Barberini a Roma con una solenne cerimonia la laurea honoris causa, riconoscimento per i meriti professionali raggiunti nell’ambito del lavoro di imprenditore della moda. Inoltre nell’anno 2013 è stato insignito a Milano del titolo di Cavaliere del Santo Sepolcro, titolo riconosciuto successivamente anche dalla Repubblica Italiana. È stato impegnato in opere benefiche come socio del Lions Club Merate, di cui è stato anche presidente ed è socio con la moglie della scuola dell’infanzia Giancarla Ancarani.
Una vita dedicata al settore della moda che gli ha permesso di realizzare il suo sogno di poter vivere dal 1978 nella sua attuale dimora che comprende villa Riboni con quella quercia secolare e quella grotta che affascinano tutt’oggi coloro che passano lungo via Monza a Cernusco, restando nel contempo legato al suo paese nativo. Dopo 74 anni da lavoratore nel mondo della moda, la sua ditta milanese di confezioni femminili Given’s festeggia il prossimo giugno 54 anni di fondazione.
Pensione? «No, l’idea non mi piace; non avere prospettive e qualcosa da fare mi ha sempre spaventato – ci ha raccontato – Da più di 70 anni ogni giorno vado a Milano e il pensiero di non avere più questa abitudine mi scombussolerebbe la vita. Si è trattato di prospettive, forse illusioni, ma mi hanno aiutato a crescere e a portare avanti questa ditta che mi ha dato tanta soddisfazione… Vediamo cosa ci riserva il futuro, mai mollare».
D.V.



