CERNUSCO, AL SAN LUIGI CONFRONTO TRA SPORT E GIORNALISMO

Sabato 17 dicembre  presso il cineteatro San Luigi a Cernusco si è tenuta la presentazione del  libro Nel nome di Denis di Francesco Ceniti, cernuschese e firma della Gazzetta dello Sport,  con la presenza di due volti noti del mondo giornalistico sportivo televisivo: Gianluca Di Marzio di Sky e Luca Marelli, ex arbitro e opinionista di Dazn. A moderare Michela Cuppini, giornalista della Gazzetta dello Sport che ha presentato il sindaco Gennaro Toto che a sua volta ha introdotto questo evento organizzato dall’Amministrazione comunale.
Ceniti ha preso la parola e spiegato la motivazione per cui ha scelto di scrivere a mo’ di romanzo la storia di Denis Bergamini, storico giocatore del Cosenza.
«Avevo vent’anni quando lessi della strana morte di questo calciatore; mi aveva incuriosito e mi ero anche chiesto come mai, perché un ragazzo che aveva pochi anni più di me e che aveva davanti una vita felice aveva scelto di morire in quel modo. Crescendo, incrociai di nuovo questa storia come giornalista e cominciando a fare domande, ho capito che c’erano parecchi buchi neri in ciò che veniva raccontato e ho cercato di approfondire. Quando poi ho conosciuto bene la famiglia di Denis ho sentito il desiderio di raccontare quella loro lunga traversata nel deserto, perché questo è un caso che per dieci, quindici anni è finito completamente nell’oblio ed era chiuso anche dal punto di vista giudiziario. Quindi anni di sofferenza, di dolore, tante risposte non date e soprattutto un figlio perso senza sapere come e perché. Non dimenticherò mai cosa mi disse il papà quando durante una delle mie prime interviste gli chiesi come fosse stato possibile per lui continuare a lottare quando nessuno gli dava ascolto. Mi rispose facendomi capire dove aveva trovato quella forza raccontandomi che un giorno l’assicurazione del camion sotto il quale Denis si sarebbe buttato, gli offrì un miliardo e mezzo di lire come risarcimento, in cambio della chiusura della faccenda, senza intraprendere una via giudiziaria, un processo – ha raccontato Ceniti – Il signor Domizio, che fin da subito non aveva creduto alle testimonianze di chi sosteneva che suo figlio si fosse ucciso, rispose che avrebbe mangiato tutta la vita pane e cipolla piuttosto che ricevere i loro soldi, senza sapere come e perché fosse morto il giovane calciatore. Il padre di Denis ha fatto della ricerca della verità lo scopo di tutta la sua vita fino a quando è venuto a mancare senza ottenere risposte. Attualmente la ricerca della verità è portata avanti dalla sorella di Denis e dal nipote che porta lo stesso nome».

Questa storia ha tante storie al proprio interno. Ci è voluto  un libro per raccontarla, perché sono passati anni e ci sono tante motivazioni. Racconta di un Italia che non c’è più, di fine anni Ottanta senza telefonini, senza la tecnologia di oggi, e c’era anche un modello culturale diverso.
«Il calciatore di una squadra di serie B era considerato non solo un idolo, ma anche un buon partito e file di ragazzine si ritrovavano fuori dai campi di allenamento delle squadre per conquistare i giovani atleti. A Cosenza, una di queste ragazzine, Isabella, era diventata la ragazza di Denis e i due per un po’ avevano condiviso un pezzo di vita. Ma la loro vita insieme non era quella che lei aveva immaginato – ha aggiunto il giornalista cernuschese – Nel libro è possibile conoscere la loro storia, un libro scritto come se fosse un romanzo, ma che ha la particolarità di raccontare una storia vera. Romanzato in alcuni passaggi, ma gli atti giudiziari, tutto quello che è successo, le difficoltà della famiglia nel ricevere delle risposte dagli stessi uomini di legge sono tutte reali. Il caso Bergamini è stato riaperto da un magistrato che cerca delle prove al di là delle innumerevoli incongruenze relative al caso e a tutto ciò che è stato dimenticato. Incredibilmente le trova dopo trent’anni quando dispone l’autopsia che racconterà una verità diversa».
Anche Di Marzio, cosentino, ha raccontato il suo punto di vista, in quanto sin da piccolo seguiva il padre che allenava il Cosenza, e ha espresso i dubbi che ha avuto da sempre su questo caso che è stato riaperto e che vedrà l’esito con il prossimo processo.
A seguire domande dal pubblico e spazio al calcio mercato, al caso Juventus tra società e rischio di penalizzazioni, a riflessioni sul ruolo dell’arbitro e della Var oggi grazie alle preziose testimonianze degli ospiti sul palco.
Non è mancato un caro ricordo per Sinisa Mihalovic e il giornalista e volto tv Mario Sconcerti, scomparso proprio mentre era in corso la presentazione.
Al termine è stato possibile acquistare a prezzo di copertina, grazie all’associazione I bagai di binari, il libro di Ceniti e Grand Hotel Calciomercato di Di Marzio, sostenendo il progetto Fuoristrada a favore della missione di padre Carlo Biella in Mozambico. Alcune copie sono ancora a disposizione presso la sede di via Lecco del sodalizio cernuschese.

D.V.

media



Mobile Sliding Menu

© Copyright 2026 Dentro&Fuori - Privacy Policy
Visite