Il plesso scolastico Gianni Rodari di Cernusco Lombardone ha ospitato sabato 7 marzo Bruna Osimo per presentare il suo libro Una donna sola al comando su Marisa Bellisario, affiancata dall’imprenditrice Rosa Zazzara.
Ha introdotto l’incontro Gerardo Biella, consigliere con delega alla Cultura che dopo i saluti di rito alle relatrici, a Chiara Conrater, presidente della Commissione biblioteca, al vicesindaco Renata Valagussa, a Silvia Bosio, assessore alla Cultura della Provincia di Lecco e a tutti i presenti, ha letto alcuni stralci del libro L’inferiorità mentale della donna di Moebius del 1926. Un libro che oggi suona come una provocazione, ma che la dice lunga sul percorso fatto dalle donne per ottenere dei riconoscimenti sociali.
«Questo succedeva in quegli anni – ha detto il consigliere – oggi definirei la donna in tre D: donna, diritti, dignità».
«Ci stiamo arrivando – ha proseguito Silvia Bosio – ma non ci siamo ancora. Una donna è più avanti di un uomo perché le donne sanno fare squadra. Vorrei che le donne avessero le stesse opportunità degli uomini. Il libro su Marisa Bellisario è anche di ispirazione politica. Lei non vuole essere riconosciuta come donna in quanto tale, ma solo per il suo lavoro».
Antonio Conrater ha ricordato la leader Marisa Bellisario in quanto per anni ha lavorato all’Italtel.
«Per gli auguri di Natale era abitudine riunire i 500 dirigenti in una villa a Castelletto. Ricordo che l’attrazione era lei, circondata da una schiera di uomini. Quando venne il mio turno per incontrarla, chi mi presentò disse che ero anche sindaco di Cernusco Lombardone e lei subito mi chiese di quale partito. Risposi della DC. “Ah, il partito di Stato”, mi disse. Ricordo ancora la sua valigia del venerdì, per rientrare a Torino dove viveva il marito. Dentro ci metteva tutti i documenti che visionava durante i fine settimana. L’ultimo documento, di cui mi aveva detto “Ne parliamo al rientro”, non è mai ritornato per la sua scomparsa. Era agosto e io ero in vacanza in montagna; non ho potuto neppure essere presente al suo funerale».
L’autrice del libro, Bruna Osimo, ha sempre tenuto appunti sulla sua vita in azienda. Ha ascoltato testimonianze, osservato la vita all’interno, che prevedeva una rete informativa tra donne attente al lavoro di trasformazione che Marisa Bellisario stava portando avanti.
«Mi ero ripromessa di scrivere qualcosa e l’ho dedicato a lei – ha detto Osimo – Sono passati molti anni e poi un’amica mi ha convinta a scrivere un libro con tutti i ricordi di quel periodo e la rete protettiva che c’era attorno alla malattia della Bellisario. Il libro è diviso in tre parti e l’ho trasformato in tre quadri. Marisa Bellisario ha saputo migliorare quello che già c’era e dopo aver valutato il progetto chiedeva alle persone attorno se volessero partecipare alla riconversione, perché, diceva, non c’era posto per tutti. Sotto la sua leadership sono stati ampliati i mercati e abbiamo aperto in Russia e Cina perché lei aveva una notevole capacità di negoziare».
Nel libro emerge proprio questa grande capacità di una donna sola al comando nell’ambiente tecnico e al maschile degli anni ’80 che ha saputo innovare e traghettare un’importante realtà tecnologica nel futuro, mantenendo sempre l’attenzione verso un ambiente lavorativo inclusivo.
Diversa ma altrettanto valida l’esperienza di Rosa Zazzara, attualmente direttore amministrativo di Ulteria srl che racconta l’inizio della sua fase lavorativa in un’azienda tecnica, formata da uomini in cui lei, ragioneria appena diplomata, lavorava come receptionist.
«Non c’erano ruoli diversi per la donna in quegli anni in aziende tecniche – ha spiegato Zazzara – Per tanto tempo mi sono sentita un po’ emarginata. C’era un mondo vecchio, rigido, severo. La posizione delle donne era inesistente e la loro massima aspirazione era fare la segretaria di un direttore o del direttore generale. La curiosità mi ha fatta crescere e giorno dopo giorno ho imparato, immagazzinato per poi emergere. Con il tempo ho acquisito il rispetto e la considerazione dei fornitori e degli interni che mi ascoltavano. Poi negli anni ’90 c’è stata la svolta e le aziende venivano vendute con facilità. Così mi sono dimessa e ho ricominciato da capo con un ufficio tutto mio. Ho ricontattato alcuni clienti che conoscevo e ora la mia azienda ha trenta persone quasi tutte donne. Ripropongo l’azienda che ho conosciuto, ascolto le idee di tutti e quest’anno sono 25 anni di fondazione. Le donne hanno coraggio di farsi avanti».
«Cosa penserebbe Marisa Bellisario delle quote rosa?» ha chiesto Gerardo Biella. La risposta dell’autrice è stata vaga, ma va da sé, perché una donna come la Bellisario avrebbe guardato soprattutto alle capacità individuali.
Il sindaco Gennaro Toto ha chiuso in bellezza con alcune simpatiche battute.
«Per fare il sindaco a Cernusco – ha detto – ho capito che bisogna aver avuto a che fare con la Bellisario. Sì perché mia madre era un dipendente Italtel. Ringrazio tutti e chiudo dicendo che ogni tanto sento la solitudine del potere che viene meno solo grazie al vicesindaco donna».
Anche la politica locale rende omaggio alla figura femminile nella giornata dell’8 marzo.
S.F.










