CERNUSCO, CONSIGLIO COMUNALE: LA CASA ACCOGLIENZA FA DISCUTERE

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Mercoledì 23 gennaio in occasione del Consiglio comunale è stata data risposta dal sindaco Giovanna De Capitani all’interrogazione del gruppo consigliare Identità Futuro Nostro Cernusco sul centro di accoglienza straordinaria (CAS) che ospita 8 profughi in un appartamento del condominio di via Papa Giovanni XXIII.
Il capogruppo Gennaro Toto, lamentandosi per aver appreso solo da fonti di stampa dell’arrivo dei migranti e segnalando che il CAS  ha creato disturbo agli altri condomini per via dei frequenti litigi tra gli ospiti,  ha chiesto: se questo arrivo fosse stato frutto di un accordo tra Prefettura e Amministrazione; se si prevede arrivo di altri profughi; se e quali controlli vengono effettuati: se l’appartamento che ospita il CAS è a norma e se esiste un piano di integrazione predisposto dall’Amministrazione.
Il sindaco ha comunicato che, a causa di una dimenticanza della Prefettura, è mancato un passaggio fondamentale: l’informativa all’Amministrazione comunale dell’apertura del CAS a Cernusco.
La mancanza di questa tempestiva informazione non ha permesso all’Amministrazione di predisporre alcun piano di integrazione, nonostante tenga molto all’integrazione di queste persone e per questo ha convocato i responsabili della Cooperativa che gestisce il CAS  per valutare possibili attività che coinvolgano le ospiti.  Attualmente si sta organizzando un corso di italiano e uno di taglio e cucito col supporto delle associazioni di volontariato.
Il sindaco ha condiviso le osservazioni della minoranza sul disagio generato agli altri condomini, ma ha segnalato che l’ospite maggiormente problematico è stato allontanato in dicembre e che un altro ospite che crea disturbo verrà allontanato a breve.
I controlli non sono in carico all’Amministrazione comunale, ma alla Prefettura e ai Carabinieri.  Il primo cittadino ha comunque partecipato con il comandante della Polizia locale Giovanni Perri a un controllo predisposto dalla Prefettura e dai Carabinieri senza rilevare particolari problemi. Anche dal punto di vista normativo i tecnici dell’ATS, presenti al sopralluogo, non hanno rilevato anomalie all’appartamento che potrebbe ospitare fino a nove persone.
Incalzata dalla minoranza, il sindaco ha riferito anche l’episodio di un vetro rotto che è stato causato dal forte vento: ha fatto sbattere una finestra, causando la rottura dello stesso e la caduta sulla strada sottostante di alcuni frammenti.  Nel momento dell’incidente erano presenti nella casa solo due delle ospiti e due mediatori culturali.
Toto ha replicato: «Non mi capacito di come si possa predisporre l’arrivo dei migranti senza avvisare l’Amministrazione comunale: in questo modo l’accoglienza non ha futuro, non vi sarà integrazione, ma solo problemi».

P.P.



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