CERNUSCO, CONTRIBUTO DEI “BAGAI” ALLA REALTÀ DI LA PAZ

Cena all’aperto con alcuni soci e sostenitori de I bagai di binari giovedì 4 settembre alla Stazione della Birra di Cernusco Lombardone per Alejandra Costas, di La Paz in Bolivia, membro della Comunità Papa Giovanni XXIII  fondata da don Oreste Benzi.
Medico psichiatra, Alejandra è arrivata con il suo sorriso e il calore della sua terra, abbracciando e ringraziando tutti i volontari della associazione che da tanto tempo sostiene il centro di La Paz per il recupero dei bambini abbandonati e i ragazzi strada.
È stata una simpatica serata in cui Alejandra ha parlato del centro e dei piccoli ospiti di cui si prendono cura, strappandoli dalla strada che li attira in gruppo e dove si sentono liberi. Un impegno non facile per lei e tutti i volontari anche perché devono fare i conti con le difficoltà della città, dove il lavoro scarseggia, la povertà aumenta e le risorse economiche sono affidate alla generosità altrui. La Paz, (vero nome è Nuestra Señora di La Paz), la capitale più alta del mondo che si trova sulle Ande a 3650 metri, è una città difficile dove si mischiano lingue e usanze differenti e dove il traffico è caotico.
«Noi volontari dobbiamo intervenire prima con questi bambini – ci ha spiegato Alejandra – per insegnare loro come gestirsi e comportarsi quando poi andranno a scuola. Perchè la strada li ha disabituati alle regole per vivere in una comunità».
La cena è stata un piacevole momento conviviale e uno scambio di esperienze di vita tra volontari, con i “bagai” da una parte e Alejandra dall’altra.
Alla fine non è mancato il sostegno a Pintando el Futuro e alla casa de Fraternidad con la consegna dei calendari dell’associazione, di vario materiale in vista della festa del Natale in strada, come detergenti, vestiti e creme della Factoryspa, e un assegno di 600 euro consegnato ad Alejandra prima della sua partenza per Rimini per un incontro per i cento anni di don Oreste, nato proprio a Rimini il 7 settembre del 1925 e scomparso il 2 novembre 2007.
Piace ricordarlo con la frase che soleva ripetere spesso e che era alla base del suo impegno sociale: “Non devi avere paura del male che c’è nel mondo, ma del bene che manca nel mondo”.
Un invito per tutti noi.

 S.F.



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