C’è un momento in cui il tempo si ferma.
Succede quando due persone che non si vedono da quarant’anni si guardano negli occhi e ritrovano, intatti, i ricordi di un campo estivo, di un nodo mal fatto, di una notte sotto le stelle.
È successo sabato 23 maggio all’oratorio San Luigi di Cernusco Lombardone, dove il Gruppo Scout locale ha celebrato il suo cinquantesimo anniversario dalla fondazione, avvenuta nel 1976.
Un traguardo epico, celebrato con la gioia che solo la grande famiglia scout sa creare.
Fin dal pomeriggio, l’oratorio si è animato di volti, voci e abbracci.
Scout di ogni generazione, dai fondatori ai giovanissimi capi di oggi, si sono ritrovati in un fiume di ricordi che ha attraversato cinque decenni di storia.
L’aria era elettrica di emozioni, con incontri attesi, abbracci che hanno sciolto il tempo e racconti di vita che hanno dipinto percorsi unici, intrecciati dallo stesso spirito scout.
Nel frattempo, all’oratorio Sant’Agnese, l’arte costruttiva scout ha preso vita con allestimenti innalzati con la pazienza e la precisione che solo lo scautismo insegna: torri e portali di tronchi legati con corde, un percorso di hebertismo, vero e proprio “percorso vita” più avventuroso che ha messo alla prova agilità, coraggio e spirito di squadra. Un modo per ricordare che lo scautismo non è nostalgia: è ancora movimento, corpo, natura.
La cena comunitaria, salamelle, patatine, birra e il rumore allegro di cento conversazioni sovrapposte, ha sancito ciò che ogni raduno scout sa fare meglio: azzerare le distanze.
Persone che si erano perse di vista per decenni hanno ripreso il filo come se il tempo non fosse mai passato. Perché lo scautismo lascia un marchio gentile ma indelebile: un modo di stare al mondo, di guardare gli altri, di non tirarsi mai indietro.
Ma il momento più intenso è arrivato con il buio. Sul palco all’aperto, illuminato da proiettori e circondato da centinaia di persone sedute sull’erba, i capi fondatori hanno preso parola per raccontare come tutto era cominciato e per compiere un gesto simbolico e potente che suggella la continuità di un sogno: il passaggio di testimone alle nuove generazioni di capi.
Lumini sparsi sull’erba e lucciole vere hanno trasformato l’atmosfera in un incanto, avvolgendo tutti, scout di ogni epoca e i loro genitori, in un abbraccio caldo e luminoso, qualcosa difficile da descrivere e impossibile da dimenticare.
Chi era presente lo sa: certe serate restano.
Restano perché parlano di ciò che conta davvero, appartenenza, fedeltà, crescita, servizio.
Cinquant’anni fa un gruppo di ragazzi di Cernusco Lombardone ha scelto di camminare insieme. Sabato sera, guardando quei lumini nell’oscurità, era chiaro che quella scelta continua.
Buona strada, ancora.
D.V.






