Le due minoranze cernuschesi si sono unite per presentare un documento di protesta sul progetto di illuminazione pubblica presentato dall’Amministrazione comunale.
«Alvaro Pelà, vicesindaco di Cernusco, ha dichiarato “Per installare quattro lampadine in paese non devo chiedere il permesso ai componenti delle Consulte Ambiente e Lavori pubblici” che in una riunione congiunta gli avevano chiesto il motivo per il quale l’argomento della riqualificazione dell’illuminazione pubblica non era stato portato in discussione – attaccano Salvatore Krassowski e Gennaro Toto (nella foto a destra) – A parte considerare i cittadini che compongono le Consulte come tappezzeria della sala consigliare, le “4 lampadine” del vicesindaco sono inserite in un progetto di finanza che vede coinvolti il colosso economico A2A e 12 Comuni del Meratese per un totale di circa 15 milioni di euro. Un bell’affare per A2A!».
Per la sostituzione e la riqualificazione dei punti luce di Cernusco con la tecnologia a Led, A2A è stato preventivato un investimento di 360mila euro da restituire in rate annuali di 105mila euro per 18 anni.
«Per un investimento di 360mila euro. A2A chiede al Comune di Cernusco, e quindi ai cittadini, di sborsare 1 milione e 900mila euro! – spiegano le minoranze – Se l’Amministrazione di Cernusco decidesse invece di non servirsi di A2A, ma conducesse questa operazione in proprio pagherebbe, a parità di condizioni, circa 62mila euro all’anno (40.000 di consumi e 22.000 euro come investimento). Un risparmio rispetto all’opzione A2A di ben 43.000 euro annui (780mila in 18 anni) da poter spendere per le esigenze della popolazione. Ancora una volta – concludono – questa Amministrazione dimostra di fare scelte antieconomiche che incidono negativamente sul presente e sul futuro dei cittadini di Cernusco».
D.V.
