CERNUSCO HA DATO IL SUO ULTIMO SALUTO A GIOELE

Sabato 15 maggio la comunità di Cernusco ha dato il suo ultimo commosso saluto al piccolo Gioele Petza, 7 anni,  tragicamente scomparso martedì 11, dopo essere stato investito da un’auto in via degli Alpini a Merate.
Il passaggio della bara bianca da San Dionigi al cortile Sant’Agnese è stato accompagnato da teli bianchi e azzurri  palloncini e messaggi di affetto alle finestre.

I funerali sono stati celebrati all’aperto da monsignor Maurizio Rolla, in rappresentanza del vescovo di Milano Mario Delpini, e dal parroco don Alfredo Maggioni.
Il  vescovo  impossibilitato a essere presente, si è unito alla  preghiera e ha inviato queste parole.
«Caro don Alfredo, la tragedia ha ferito la famiglia di Gioele e ha colpito ancora con asprezza la tua comunità; desidero esprimere la mia partecipazione al lutto dei familiari di Gioele e condividere la preghiera in questo momento. Solo la preghiera e la fede in Dio offrono una vera consolazione; Dio, infatti, dà vita e vita eterna a coloro che la morte strappa alle persone care come testimonia la Pasqua di Gesù; la morte è stata vinta, la famiglia di Gioele straziata dal dolore riceve lo Spirito Santo per credere e immaginare Gioele che è entrato nella festa di Dio; è felice con Gesù e con tutti i santi. I genitori sono consolati se sanno che i figli anche se lontani sono felici. Il cuore sanguina, il pensiero si smarrisce la famiglia sente il vuoto incolmabile; non è più possibile abbracciare Gioele, asciugare le sue lacrime, condividere la sua gioia, cantare e suonare come sapeva fare lui, giocare con lui. Io prego per tutti i famigliari perché lo spirito consolatore ci aiuti a immaginare che Gioele canta, suona, gioca in paradiso e che dal cielo manda una carezza per la mamma, per il papà, per Giorgia e anche per i suoi amici».

«Questa comunità è stata di nuovo aspramente provata; le parole ci muoiono in gola perché non ci sono parole sufficientemente adatte. Questa comunità deve ancora di più mettere in pratica ogni giorno attività di condivisione, di solidarietà, amore e accoglienza senza pregiudizi e lamentele – ha commentato monsignor Rolla durante l’omelia – Non ci capacitiamo di come poter sopportare un dolore così terribile, eppure il Signore ci dice che non basta far nascere o nascere, ma bisogna orientare la propria vita… E l’unica direzione sono le braccia del creatore. Ciò non consola perché l’esperienza della vita la vorremmo in piena salute e con momenti solo positivi, ma la realtà deve essere abbracciata per quello che è, con lo sguardo alla vita eterna.  Come si fa a consolare i genitori e la sorella di Gioele? Io non sono capace, ma anche la Bibbia… Ma sappiamo che Dio ha lasciato che morisse suo figlio perché noi trovassimo una strada che fosse verso di lui. Ora tocca a noi credenti accendere un lume di speranza, di gioia a partire dal quotidiano. Così una comunità cristiana fonda un territorio, un oratorio, una strada nella sua terra dentro la storia; purtroppo per poter dire queste cose dobbiamo anche incontrare ciò che non ci piace. Per fare onore a Gioele e dare una parola di consolazione alla sua famiglia, dobbiamo nel quotidiano migliorare i rapporti interpersonali in famiglia e in paese, con forza e continua fiducia».
Al termine della celebrazione i compagni di scuola e il sindaco Giovanna De Capitani hanno voluto leggere un loro ricordo.
«Caro Gioele, siamo tristi e arrabbiati; ora possiamo solo tenerti stretto nei nostri ricordi. Di te vogliamo ricordare che ci aiutavi sempre e che eri sempre felice e gentile; di te vogliamo ricordare quando abbiamo fatto la gara di aerei: è stato bellissimo, quando giocavamo alle partite di calcio Juve contro Milan e l’ultima volta che non c’eri abbiamo vinto noi della Juve; ci ricordiamo quando facevi i gol. Quando ci divertivamo all’intervallo, all’oratorio, al parchetto, quando giocavamo a “Un, due, tre stella. Eri un bravissimo mago; ora non ha più senso senza di te, è una noia; ci facevi ridere, ci hai insegnato tanti trucchi di magia e ti piacevano le carte Pokémon, proprio come a noi. Nel tuo sacchetto ci sono ancora le tue cose, sulla nostra bacheca abbiamo la tua foto, il calendario della scuola materna con noi e te; durante la giornata della gentilezza c’eravamo scambiati i biglietti e il tuo rimarrà un ricordo prezioso. Ci piaceva tanto quando c’eri tu, ma ora nella classe c’è solo tanto dispiacere: ci manchi tanto. Speriamo che tu sia in paradiso; se vedi dei palloncini volare con degli aeroplanini attaccati, non preoccuparti, sono i nostri saluti per te; ti terremo sempre nei nostri cuori. Ti vogliamo bene per sempre, i tuoi amici di seconda A».
«Lo sgomento che accompagna la morte del nostro piccolo Gioele ci lascia senza parole nel rispetto e nel silenzio del lutto; non è facile trovare le parole giuste, le frasi corrette per esprimere le nostre emozioni e il nostro dolore collettivo per esprimere il nostro cordoglio alla famiglia e il nostro affetto alla sorellina e ai compagni di classe – ha detto il primo cittadino con voce commossa –  Ma le parole, in questo periodo dove ci siamo purtroppo abituati ad evitare contatti ed abbracci, sono, con gli sguardi, i soli strumenti per comunicare tra noi; lasciamo spazio quindi alle parole semplici per ricordare Gioele, il bambino che amava leggere, amava giocare imparare e vivere la scuola, l’oratorio, la biblioteca e il parchetto. L’intero nostro paese era il suo mondo. Per ricordarlo e tenere dentro di noi un momento della sua breve gioiosa vita, dobbiamo accettare il disegno divino senza porci domande o cercare spiegazioni che solo nella fede possono trovare risposte. Da mamma, dopo tanta sofferenza, vorrei che i genitori trovassero la quiete: noi tutti vi saremo vicini, per aiutarvi, perché solo la condivisione permette di superare il dolore, solo standoci vicini. Carissimi, sappiate che tutta la comunità di Cernusco, che come sindaco rappresento, vi è accanto, quando e come vorrete: noi non vi lasceremo soli».

Al termine della funzione il feretro è proseguito verso il cimitero per la sepoltura, dove, dopo la benedizione,  uno a uno, bambini e ragazzi hanno deposto un fiore sulla bara sepolta e hanno lanciato in cielo un palloncino bianco.

“Piccolo uomo eri più che speciale. Il tuo sorriso raggiante e la gioia che hai diffuso non saranno mai dimenticati”

M.C. e D.V.

 



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