CERNUSCO, IL VOVINAM VIET VO DAO E LA NON-VIOLENZA

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Sabato 27 novembre ospite della serata organizzata dal Comune di Cernusco con I bagai di binari per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne sarà la scuola di arti marziali A.S.D. Vv Sport.
Prima del 1938 l’arte marziale maggiormente praticata in Vietnam era il Vo. Quest’arte aveva principi molto rigidi, era fortemente tradizionalista, poco dinamica nei movimenti e poco spettacolare. Quando incominciarono a fluire nel paese stili stranieri di arti marziali, come quelli cinesi o coreani i giovani vietnamiti preferirono avvicinarsi a tali nuovi stili, i quali apparivano ai loro occhi più scattanti ed interessanti. E mentre alcuni maestri del Vo ,di fronte a tale cambiamento, si chiusero ancora di più in loro stessi e nei propri principi, il Gran Maestro Nguyen Loc seppe aprirsi all’innovazione e decise che, perché il vo potesse sopravvivere nel tempo, era giunto il momento di modernizzarlo, renderlo più dinamico, più spettacolare e soprattutto più efficace. Fu così che nel 1938 codificò il Vovinam Vietvodao, ora diventata arte marziale nazionale, riconosciuta in tutto il Paese, così come la capoeira in Brasile o il taekwondo in Corea.
Non occorrono doti particolari per poter praticare questa arte marziale, la sua naturalezza rende possibile a tutti la pratica.
Sapersi difendere nella società attuale è diventato un elemento di grande importanza e il Vovinam vietvodao risponde proprio alle esigenze di chi decide di reagire a bullismo ed aggressioni. Esso ha sviluppato dalle origini tecniche espressamente dedicate alla difesa personale, sia per motivi di cultura che per necessità storico-ambientali e infatti i vietnamiti sono un popolo che ha sempre dovuto combattere contro gli invasori. E’ a tali tecniche che spesso abbiamo fatto riferimento nei nostri corsi di difesa personale.
Quest’arte orienta verso la praticità e l’efficacia delle tecniche, verso la coordinazione, la velocità e la flessibilità fisica e mentale. Il Vovinam insegna che, di fronte ad un’aggressione, è necessario rispondere in modo perentorio senza arrivare necessariamente all’annullamento dell’avversario, mantenendo sempre come obiettivo primario la salvaguardia della propria incolumità.
Riuscire a discernere quando è il caso di reagire con una contromossa proporzionata alla violenza dell’aggressore o addirittura a non reagire è un altro degli obiettivi che si propone, poiché nell’apprendimento della difesa è necessario anche prepararsi all’utilizzo della dialettica e della buona razionalità.
Quando si impara un’arte marziale, una regola è chiara fin dall’inizio: le tecniche apprese verranno utilizzate per difendersi, e mai per aggredire. Ma la potenza degli insegnamenti racchiusi nelle principali tecniche tradizionali va addirittura oltre questo concetto.
Una scuola di arti marziali è una scuola di non-violenza. A prima vista questo concetto può apparire contraddittorio: come può una disciplina che insegna a colpire o a mettere al tappeto l’avversario favorire la non-violenza?
La non-violenza ha come condizione irrinunciabile la capacità di battersi. Si tratta di un controllo cosciente e deliberato del desiderio di vendetta.
In un combattimento, ci vogliono due persone. Bisogna essere d’accordo per battersi: la resistenza è necessaria all’aggressore, è ad essa che questi si aggrappa. Ciascuno dei due avversari può, in qualsiasi momento, porre fine al confronto. Gli basterà smettere di opporre resistenza. Ingannando le aspettative dell’aggressore, farà sì che il suo attacco cada nel vuoto. Solo una persona forte può essere non-violenta. Il debole non si batte per paura o per vigliaccheria. Gandhi diceva: «Non ho bisogno di andare in giro armato, perché non ho paura». Il non–violento è sicuro di vincere, perché ha già vinto la paura.
L’arte marziale permette al praticante di rinforzare non solo il corpo, ma anche la mente. Si lavora sull’arte del combattimento per renderlo superfluo. Nel frattempo, attraverso la pratica, si acquisisce un perfetto controllo del proprio veicolo psicofisico.
Le arti marziali insegnano il silenzio, la dignità, l’ubbidienza, il rispetto nei confronti degli altri, del maestro e del mondo. Insegnano a muovere il corpo e a sopportarne l’immobilità. l’umiltà e un atteggiamento mentale sano sono alla base dei suoi principi didattici.
Che si parli di scuola, di calcio o di arti marziali, un buon maestro può davvero fare la differenza. E un ragazzo capace di provare rispetto, umiltà e gratitudine andrà sempre incontro alla vita a testa alta. Saprà rispettare gli altri e farsi rispettare, e difficilmente diventerà un bullo o una vittima.
«Se mi accorgo che qualcuno mi guarda con odio, non reagisco. Mi limito a fissarlo negli occhi, avendo cura di non trasmettergli alcuna sensazione d’ira o di pericolo. E il combattimento, prima ancora di cominciare è già finito. Il nemico da battere è dentro di noi. Le arti marziali non significano violenza, ma conoscenza di sé stessi e degli altri». (Wang Wei, maestro di Kung Fu e Tai Chi, 1996)
L’A.S.D. Vv Sport è una giovane associazione, nata nel 2019 che ,insieme ad altre associazioni lombarde, sviluppa e porta avanti corsi di arti marziali (nello specifico Vovinam vietvodao) e difesa personale. Spesso collabora con scuole e Amministrazioni per percorsi contro il bullismo e laboratori di difesa personale per i giovani e gli adulti. «Quest’anno a Lomagna, grazie al progetto Estate insieme promosso da regione Lombardia è stato proprio possibile organizzare gratuitamente un laboratorio di difesa personale per ragazze e mamme. Con quest’ultime ci riuniremo per concludere questo percorso e dipingere insieme una panchina rossa del Comune di Lomagna e dare il nostro contributo per la lotta contro la violenza alle donne» ci ha spiegato l’insegnante della scuola Iris Di Nardi.
Per informazioni sarà possibile incontrarla sabato sera al cineteatro di Cernusco, dove le ragazze faranno delle dimostrazioni.

D.V.



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