Alla vigilia della Settimana Santa, periodo forte e autentico per i cattolici, abbiamo fatto il punto con il parroco di Cernusco don Alfredo Maggioni, che ci racconta come saranno le celebrazioni e come sta vivendo questo periodo di emergenza sanitaria.
Come stai vivendo questi giorni di quarantena?
È aumentato il tempo che dedico alla mia persona, cioè alla mia formazione spirituale; i ritmi di preghiera sono più tranquilli, ho aumentato la meditazione e si è decisamente esteso il tempo di riposo. Ed è decuplicato il tempo che passo al telefono. Si è completamente bloccata la gestione amministrativa della parrocchia, sono cresciute le attenzioni umane e personali.
Hai realizzato dei video, la Novena a Maria Ausiliatrice, che sono stati apprezzati e coinvolgenti: non credi che, grazie a questo uso della tecnologia, si sia creato un legame più quotidiano con i parrocchiani? Che idea ti sei fatto?
Non so se i video abbiano fatto crescere i legami già forti che esistevano prima, forse sono stati consolidati, ma non so, andrà verificato quanti ne abbia potuto suscitare di nuovi, boh…. Ho fatto volentieri molte cose “tecnologiche” in queste settimane, ma mi sono vergognato molto nell’apparire in video… Certamente sono stati uno strumento attraverso il quale abbiamo offerto la possibilità di stare in contatto all’interno della Comunità. Devo ringraziare per i numerosi complimenti ricevuti, ma resta inteso che, alla fine di tutto, dovremmo guardarci negli occhi ancora come prima, anzi di più.
Come saranno celebrate a Cernusco le funzioni della settimana Santa, partendo dalla domenica delle palme fino a Pasqua?
Quello della Settimana Santa è un argomento estremamente delicato, ci sto pensando da molte settimane, praticamente dal pomeriggio di quel famoso 23 febbraio in cui abbiamo vissuto una grande comunione ecclesiale attorno a padre Carlo. E questo è il problema: noi non abbiamo la possibilità di realizzare questa comunione ecclesiale in questo momento. Tutto quello che faremo, tutte le idee, saranno solo un palliativo; palliativo necessario certamente, secondo la logica della saggezza brianzola che dice: “piuttosto che niente, è meglio piuttosto”.
Io penso che dalla nostra chiesa non verrà trasmessa nessuna immagine o celebrazione in streaming o in diretta, non si terranno celebrazioni dove io sono da solo con tre o quattro persone che mi possono accompagnare.
Il senso ecclesiale, il principio di comunione che si dovrebbe esprimere nei riti pasquali, lo vedo rappresentato nel Vescovo (molto bravo, decisamente da riscoprire in questo periodo) e nel Papa. Per cui sono intenzionato ad invitare caldamente tutti i nostri parrocchiani, credenti e non credenti, a mettersi davanti alla tv e a seguire le immagini delle celebrazioni del vescovo o del papa a scelta. Così si può realizzare un tentativo di comunione ecclesiale, l’unico possibile in questo momento. Con tutti i nostri collaboratori parrocchiali, catechisti ed educatori della comunità giovanile, siamo impegnati fortemente a tenere alto lo spirito in ciascuno, a risvegliare l’attenzione e a preparare, cioè, in una parola sola, a portare davanti alla tv il maggior numero di persone e poi, arrivate lì, deve pensarci lo Spirito di Dio, perché noi non possiamo fare altro.
Numerosi i decessi di queste settimane a Cernusco. Sarà possibile per chi è stato cremato, organizzare una cerimonia funebre postuma? E per chi tumulato in cimitero una cerimonia in cimitero?
Così come abbiamo trovato il modo, o almeno ci abbiamo provato, di rimanere vicini in questo periodo, troveremo certamente il modo per salutare con tutta la solennità e il rispetto che meritano, coloro che sono morti.
D.V.
