CERNUSCO, INTERVISTA A UNA CITTADINA DI ORIGINE UCRAINA

anna

Giovedì 24 febbraio iniziava l’invasione russa dell’Ucraina. Ogni giorno che passa siamo sempre più costernati e annichiliti di fronte alle immagini che vediamo in Tv, alle notizie che ci giungono da tante fonti diverse. Ci chiediamo come sia stato possibile arrivare a questo punto. L’Europa torna a rivivere a distanza di nemmeno 100 anni l’orrore delle invasioni che hanno portato poi alla Seconda Guerra mondiale. Che succederà ora? I negoziati tra russi e ucraini porteranno ad un risultato di pace? Come possiamo essere vicini a questo popolo così duramente colpito? Abbiamo dato voce ad una nostra concittadina ucraina, Anna Melnjchenko (nella foto).

Da quanto tempo è in Italia ?
Sono arrivata in Italia nel 2006; dal 2013 vivo a Cernusco e nel 2020 ho avuto la cittadinanza italiana. Amo il mio Paese, ma anche l’Italia e qui in Brianza mi trovo molto bene perché mi piace il paesaggio verde e collinare tanto diverso dalla vaste pianure che sono una caratteristica dell’Ucraina e per la gente che con me è stata molto accogliente.

Ci sono molti ucraini nel nostro territorio ?
Penso che tra Merate, Montevecchia, Osnago e Lomagna saremo una cinquantina di persone, per la maggior parte donne tra i 40 e i 65 anni venute tutte per lavorare nelle vostre case o come badanti o come colf e poter così aiutare le nostre famiglie rimaste al paese: per far studiare i figli o mantenere i genitori. Abbiamo molto il senso della famiglia e ci costa tanto stare lontano da loro. Vorrei che chi ci accoglie e ci fa lavorare si ricordasse sempre di questo: non lasciamo le nostre case e le nostre famiglie per  motivi futili, ma sempre, come per tutti i migranti, per motivi seri se non gravi. A Lecco la comunità è più numerosa.

Ci  parli di questo momento tragico che l’Ucraina sta vivendo. Ha parenti a Kiev?
Ogni giorno piango e mi angoscio. A Kiev vive mio figlio con la sua famiglia, moglie e due figli di 24 e 16 anni. Soprattutto per loro sono in grande apprensione perché Kiev è in stato di assedio. Mancano i rifornimenti alimentari, le farmacie sono chiuse, i trasporti bloccati e ogni giorno da che è cominciata l’invasione ci sono bombardamenti. L’altro giorno vicino a loro è stata colpita anche un’ambulanza che stava trasportando dei feriti all’ospedale. Per i bombardamenti hanno come sola possibilità di  rifugio la metropolitana vicina, ma certo non si sentono sicuri. Ho un’altra figlia, che vive vicino a Odessa con suo figlio di 22 anni. Qui la situazione è meno pericolosa. Poi ho fratelli, sorelle e nipoti in diversi paesi o vicino a Kiev o vicino a Odessa di cui in questo momento non so nulla.

Come si tiene in contatto con loro?
Fortunatamente funzionano i telefonini e li posso sentire ogni giorno, altrimenti sarei già morta per il dolore.

Cosa fate voi ucraini qui in Italia per aiutare i vostri connazionali?
Come dicevo prima a Lecco c’è una comunità ucraina più numerosa che fa riferimento alla parrocchia ortodossa russa di San Nicola di Myra. In questi giorni ci troviamo spesso per pregare per i nostri cari e per tutto il nostro popolo. Con il parroco padre Vitaly Korsakov stiamo preparando l’invio di viveri e coperte. Stiamo raccogliendo anche soldi per pagare la benzina per un pulmino che con autisti fidati porti un soccorso immediato e concreto entrando dalla Romania fino alla città di Cernovzi che è subito dopo il confine perché qui sono ammassati migliaia di sfollati in maggioranza donne e bambini stremati da viaggi lunghi e con un clima rigido. Chiedo ai lettori di Dentro&Fuori di aiutarci. Io porterò tutto quello che mi verrà consegnato questo fine settimana  a padre Korsakov. Non posso fare niente direttamente per i miei figli e la mia famiglia, ma posso aiutare tanti altri e questo lo faccio anche per diminuire un poco la mia angoscia. Potete contattarmi al  3202912929 o se volete aiutare economicamente potete farlo direttamente a padre Korsakov della parrocchia di San Nicola di Myra di Lecco – IBAN  IT49F0569622900000009839X82.

Come pensi possa finire questa guerra ?
Io proprio non lo so e non oso pensarci ma spero tanto che finisca tutto al più presto.

            L.R.



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