CERNUSCO, INTERVISTA AD ANTONIO CONRATER

Anche Antonio Conrater, storico sindaco di Cernusco della DC, era presente al seggio elettorale lunedì pomeriggio presso la scuola primaria di via Pirovano, visibilmente commosso alla proclamazione di Gennaro Toto alla carica di sindaco.

Anzitutto come sta?
Bene, mi sto abituando a vivere con i miei limiti. Guardo sempre con positività a quello che mi è capitato, soprattutto quando mi raccontano storie di persone più giovani di me, costrette a vivere delle situazioni ben più toste. Ho imparato a conviverci e in fondo, se devo rinunciare a qualcosa, si tratta del superfluo. Ora ho anche un obiettivo: quello di tornare a guidare l’auto, spero entro fine anno.

Un suo commento sulle elezioni amministrative?
Fino a qualche giorno prima del voto ero positivo ed ero convinto che le cose potessero andare  per il meglio per il gruppo Identità e Futuro nostro Cernusco. Poi nel fine settimana hanno cominciato a prevalere il pessimismo e i dubbi sull’esito. Pensavo… “morirò e a Cernusco non cambierà nulla”. Poi lunedì mi  sono presentato al seggio ed è stata una giornata memorabile. Parlando in generale dei Comuni del Meratese al voto, l’elettorato ha dato un segno per dire “Io ci sono”, segno che non si tratta di persone amorfe. Un segnale al di fuori degli schemi per me. Cernusco, nello specifico, è un caso più particolare. Un cambio era difficile visto la forte influenza del Pd sull’elettorato. Si è vinto perché hanno contato molto le difficoltà della lista di Un Passo Avanti Insieme che non ha gestito il patrimonio che aveva, le qualità di Gennaro Toto che ha vissuto il paese in questi cinque anni e capace di tenere insieme le persone, aprendosi ad altre realtà, come ha fatto con il gruppo di minoranza guidata da Salvatore Krassowski. Il risultato del 4 ottobre è stato netto; non c’è stato un testa a testa, come mi aspettavo, bensì una vittoria netta anche al seggio 1.

Com’è stata la campagna elettorale a suo giudizio?
C’è stato meno tempo a disposizione rispetto al solito. Non è stata particolarmente accesa; personalmente mi è piaciuto il forum animato da D&F; sinceramente se ti fossi rivolto anche a me, mi sarei sentito in imbarazzo. Non mi sono piaciute invece le lettere sul coordinatore di plesso Pietro Santoro candidato per IFNC, soprattutto quelle firmate con sigle e nomi fittizi.

Come vede la presenza dei partiti in queste campagne elettorali locali?
I partiti per me sono importanti; ok la lista civica, ma la politica è questa e  i partiti sono il tramite tra il piccolo paese e le grandi realtà. Non è disdicevole, per me, avere un riferimento, altrimenti la democrazia va in mano a pochi poteri occulti. Portare, però, il dibattito politico nazionale a livello comunale porta delle complicazioni. Un conto è il supporto che si può dare, un conto è il confronto su temi caldi di interesse nazionale. Io sono stato iscritto alla DC dopo che mi ha indicato come sindaco e Forza Italia dopo che mi aveva indicato come assessore provinciale. Nessuno della lista di IFNC è iscritto al partiti e poi i programmi elettorali parlano più delle ideologie di ciascuno come avevamo fatto noi negli anni ’90 con l’edilizia popolare.

Come mai si è commosso lunedì pomeriggio?
Non ho potuto emozionarmi. Mi trovavo nella scuola che vent’anni fa era stata la causa della sconfitta di Democrazia Cernuschese. Qualcuno mi ha detto che con questo risultato si chiude la parentesi della polemica della scuola che mi ha toccato molto da vicino, anche la mia famiglia. Ma io per vent’anni sono rimasto “lì”, abbiamo continuato a incontrarci anche se eravamo in minoranza; vedo un segno di continuità con la presenza tra gli eletti di Renata Valagussa, Gerardo Biella e Andrea Passavanti, già candidati nel 2001. Sono state molte quindi le ragioni di commozione e soddisfazione personale.

Cosa si aspetta per il futuro di Cernusco?
Mi aspetto che il paese torni a vivere. L’Amministrazione precedente non ha battagliato abbastanza per mantenere servizi come la banca in centro o l’Asl in paese, per cui io avevo combattuto parecchio negli anni ’90 per portarla al Centro Ellisse. Era un servizio da mantenere. Cernusco ha una posizione strategica tra il Parco e Merate: come si fa a farlo morire così?

D.V.



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