Erano presenti in tanti, nel pomeriggio di domenica 9 novembre, all’evento Una iris per non dimenticare Paola Mostosi e le altre donne vittime di violenza, frutto di una sinergia tra le associazioni cernuschesi Sinapsi e Vo.Ce, con il patrocinio del Comune di Cernusco. Un evento nel quale, con la piantumazione di bulbi di iris davanti alla biblioteca e con momenti di intensa riflessione, un tema così importante come la violenza sulle donne ha avuto terreno fertile per messaggi di consapevolezza, rispetto e memoria.
E’ stato Alvaro Pelà, presidente di Vo.Ce. a dare avvio all’intenso pomeriggio ringraziando i presenti intervenuti numerosi, e tutti coloro che concretamente si sono spesi per la realizzazione dell’evento: l’associazione Sinapsi, Nadia che ha preparato l’aiuola, Pietro per la realizzazione della targa e Maria Rachele Villa vicepresidente di Vo.Ce. per l’allestimento della mostra di Acquerello presso la scuola primaria e le letture, e Cristina Mostosi per la sua presenza.
Ringraziamenti anche da parte di Laura Scaccabarozzi, presidente di Sinapsi, contenta che il progetto sia stato accolto favorevolmente dal Comune di Cernusco e abbia visto la realizzazione, dopo aver parlato dell’incontro un anno fa con Cristina Mostosi e brevemente raccontato della drammatica vicenda che ha riguardato la sua famiglia con la terribile uccisione della sorella per mano di un uomo. Presenti per l’Amministrazione comunale il sindaco Gennaro Toto, la vicesindaco Renata Valagussa e i consiglieri Monica Vanoli e Gerardo Biella.
Dopo aver ringraziato le associazioni per aver portato a Cernusco il progetto e sottolineato l’importanza di fare rete tra sodalizi, la iris è stata al centro del discorso della vicesindaco citando tre parole che iniziano con la lettera b: b come bulbo perenne che fa rifiorire la pianta contrapponendosi alla morte, b come bellezza che si contrappone alla bruttezza degli uomini violenti e b come biblioteca, luogo di cultura e di diffusione della conoscenza ma anche della bellezza.
«Le iris danno bellezza alla biblioteca e inviano un messaggio di diffusione delle relazioni positive che possono contrastare la violenza» – ha concluso.
E’ stata la volta di Cristina Mostosi che ha spiegato il significato di piantumare dei bulbi di iris barbate.
«Genuflettersi verso la madre terra è un segno di rispetto, è un creare bellezza ed è un prendersene cura».
12 le piantine accolte dal terreno adiacente l’ingresso della Biblioteca comunale “Luigi Rusca” che ha visto la partecipazione di bambini e adulti con l’aiuto di Cristina, in sottofondo il suono del violino con Valeria Volpe. Sono in tutto 73 le aiuole create in tutta Italia dall’associazione Le Iris di Trebecco in Comuni, scuole, università e aziende, in memoria di tutte le vittime di femminicidio. A piantumazione ultimata è stata scoperta la targa, momento di commozione accompagnato da uno scrosciante applauso dei numerosi presenti.

L’evento si è spostato nell’atrio della scuola primaria dove si sono alternati momenti di musica del Suonare, Suonare Quartet e di canto con Sofia Daniel e Francesco Masotti e letture di poesie che hanno fatto da cornice a un dialogo aperto e intenso tra Cristina e Maria Rachele. Dal racconto del delitto della sorella Paola nel 2002, al percorso nel trasformare un momento così doloroso in qualcosa di positivo; ma anche la cultura patriarcale, gli stereotipi, amore vero e possesso, il contrasto alla cultura patriarcale gli argomenti trattati.
«Non ci aspettavamo potesse capitare una cosa così, non sapevo nemmeno cosa fosse un femminicidio e quando accade un po’ si muore. Ero legata a mia sorella da un amore profondo, lei aveva 24 anni, io 37. Era talmente lancinante il dolore che pensavo di non farcela. Questo amore non l’ho voluto contaminare con la rabbia, l’ho trasformato in un’energia positiva – le parole toccanti di Cristina».
Ecco l’idea del giardino con le iris ereditato dal padre Luigi importante botanico, un giardino che ha aiutato nel dolore; la nascita dell’associazione nel 2022 e della Biblioteca della Natura, centro di cultura del rispetto, dove sono raccolti non solo libri sulla natura e sulla botanica del padre, ma una sezione dedicata ai saggi e ai romanzi con racconti di violenza sulle donne e una sezione dedicata alla storia con la biografia di donne che nel corso dei secoli non hanno avuto un’adeguata valorizzazione. L’invito finale è stato quello di parlarne, di divulgare i messaggi, di creare legami di alleanza.
Dal Gruppo di Acquerello sono state donate due opere a Cristina per la Biblioteca della Natura raffiguranti iris ed è stato dedicato un pensiero alla storica presidente di Vo.Ce. Mariadele Colombo, mancata ad agosto, da Elisabetta Carta che l’ha ricordata per la sua capacità di mettere al centro la qualità delle relazioni, il riuscire a mettere in relazione persone molto diverse per età, carattere, storia e il guardare sempre avanti.
Un pomeriggio di messaggi intensi e toccanti tra musica e arte concluso con i ringraziamenti finali e i saluti della presidente di Sinapsi.
M.C.



























