Si è spenta serenamente mercoledì 17 agosto all’età di 97 anni la maestra Ferma Bordoni Dallorto (nella foto); nata a Sondrio nel 1924, dove aveva studiato fino al diploma, aveva insegnato per quarantasei anni, di cui dieci in Valtellina, sei a Lomagna e gli altri trenta a Cernusco, dove ha vissuto per settant’anni.
«Lei è una maestra nata» le aveva detto un giorno un suo alunno. Un complimento inaspettato, ma vero perché aveva sentito fin da piccola la vocazione per l’insegnamento.
«Ho desiderato fare la maestra da quando ero in prima elementare e vedevo che la mia insegnante sapeva tutto e io invece niente» ci aveva rivelato in un’intervista del 2012.
Una volta ottenuto l’agognato diploma magistrale, il suo primo insegnamento è datato 1942 in Valtellina, con la guerra, i partigiani nascosti in montagna e le bombe sulla linea ferroviaria. Tre anni dopo le venne affidata una scuola sulle Orobie in una valle stretta e senza sole.
«Il 3 febbraio il sole – ci aveva spiegato – arrivava alle 11.50 e io portavo fuori dall’aula i bambini per mostrarglielo. Raggiungere quel luogo era un’ardua impresa: occorre passo sicuro e spirito di sacrificio. C’erano solo due treni al giorno quello delle 5.10 del mattino e quello del ritorno la sera alle 21.30; io partivo il lunedì e mi fermavo per tutta la settimana. Quando arrivavo ad Ardenno era ancora buio; così andavo a sentire la Messa, aspettando che ci fosse più luce prima di legare i ramponi agli scarponi e salire per l’ultimo tratto, sempre ghiacciato».
Le giornate per la giovane maestra passavano quasi completamente a scuola e la sera si ritirava in quella stanza, messa a disposizione dal parroco, senza luce né riscaldamento e con il materasso fatto con foglie di bosco.
«In quella prima elementare c’era solo un bambino che arrivava con il suo cane- ci aveva raccontato – io però seguivo le altre classi in contemporanea e le aule erano sistemate sopra la stalla con le capre e quando queste facevano pipì i bambini ridevano e battevano le mani. Soldi ce n’erano pochi e nella scuola mancava persino una carta geografica. Proposi di risparmiare sulle pulizie, che avrei fatto io, pur di acquistarla».
La scuola per la maestra Dallorto aveva sempre avuto un significato aperto, con uno sguardo particolare alla natura.
I bambini imparavano a piantare gli alberi, a seguirne la crescita e ognuno di loro aveva il proprio alberello di cui si prendeva cura.
L’esperienza valtellinese di Ferma continuò negli anni successivi a Splughetta, vicino a Campodolcino dove rimase per lunghi periodi, rientrando a Sondrio solo durante le festività importanti.
Un anno, però, ad aprile, una valanga impedisce di scendere a valle. Passare la Pasqua da sola in una stanza sistemata alla bell’è meglio è triste, e qualcuno in paese elabora un’idea originale, quella di utilizzare la teleferica e sistemare la giovane, dal fisico minuto, nel carrello dove solitamente si trasportano i viveri. Fu un’esperienza nuova ed “elettrizzante”, ma tutto andò per il meglio e Ferma arrivò sana a fondo valle per la festa in famiglia.
La montagna era una costante per un certo periodo nella sua vita e anche l’incontro con colui che divenne suo marito, avviene durante un’escursione alla capanna Marinelli sul Bernina.
Ferma e Francesco Dallorto, torinese di nascita ma a Milano per lavoro, si sposarono a Sondrio nel 1952 e si trasferiscono a vivere a Cernusco, dove lei, dopo la parentesi a Lomagna, insegnò per 30 anni e dove sono nati i loro figli.
Discreta e attenta, aveva sempre indirizzato i bambini al ragionamento, aspettando che da soli arrivassero alle conclusioni. Come quella volta che alla domanda «cos’è la cosa più importante al mondo?» la classe intera, bambino dopo bambino, arrivò a individuare nel Sole l’elemento indispensabile per la vita sulla terra, con un ordine programmato che dalla natura arriva all’uomo e risale a Dio. L’ultima parola di uno di loro, riassunse il tutto: «Maestra, ho capito che il mondo è come un grande teatro e ognuno ha la sua parte».
L’esordio professionale della giovane Ferma potrebbe essere tratto dal libro Cuore, talmente è stato denso di vissuti emozionali e di povertà tangibili, di determinazione e umanità. Nulla di quegli anni era andato perso e lei nell’intervista era ritornata sulle situazioni con dovizia di particolari, ripercorrendo luoghi e rivedendo volti, con frasi uscite dal cuore e dalla mente dei suoi alunni. Sono stati la sua compagnia, anche dopo che il marito e compagno di una vita se n’era andato improvvisamente.
Alla fine di un lungo insegnamento, per la maestra Dallorto era arrivata la medaglia d’oro del presidente Sandro Pertini su indicazione del direttore didattico Nereo Mestroni: una medaglia meritata e fa parte anche della storia di Cernusco.
Aveva ricoperto anche il ruolo di consigliere comunale dal 1983 al’88 con sindaco Angelo Guzzon.
La redazione si stringe attorno ai familiari di Ferma, da sempre nostra abbonata ed estimatrice.
I funerali verranno celebrati in parrocchia a Cernusco venerdì 19 alle 10, preceduta dalla recita del rosario alle 9.30. La salma è composta presso la Funeral House Mattavelli di Osnago.
D.V.




