Con un numero speciale dell’informatore parrocchiale don Alfredo Maggioni ha fatto il punto sul fine settimana appena trascorso, aggiornando gli appuntamenti cernuschesi e le modalità per le prossime domeniche.
«Abbiamo vissuto, non solo esteriormente, ma anche con grande emozione, un’esperienza nuova. Non è stata una festa di liberazione, ma la celebrazione di una una riconquista. Volontariamente ci eravamo velocemente privati di un dono grandioso, volontariamente, tanti, ma non troppi, lo abbiamo ritrovato. Perché questo accadesse, vi hanno lavorato un numero molto grande di persone: chi per la pulizia, chi per la preparazione dei banchi in chiesa, per gli oggetti, i fiori e chi nella costante manutenzione ordinaria – scrive il parroco – Un pensiero particolare è stato rivolto anche a chi si sarebbe trovato “impedito” nel ripartire: così abbiamo realizzato la diretta streaming, che ha richiesto una cura particolare e un ingente dispendio di energie. Ce l’abbiamo fatta e con notevole soddisfazione. Grazie a tutti coloro che si sono lasciati coinvolgere. ora però è tempo di fare un passo in avanti. La nostra caratteristica è quella di non cullarci sui risultati positivi e di non farci intontire dai graditi elogi. Senza trascurare la prudenza, senza sottovalutare i possibili disagi o saltare i dovuti accorgimenti, dobbiamo tornare a stare insieme in modo normale. È un invito ad incontrarci nella vita reale, quella vera. Usciamo dal guscio che ci circonda: se finora ci ha protetto, da qui in poi potrebbe soffocarci. Accompagniamo con ogni sforzo chi nel recente passato ha pagato il prezzo più alto. Pensiamo ai piccoli e portiamo almeno una parola ad anziani ed ammalati. Il supporto tecnico (filmati, sms, videoconferenze, fino allo streaming) che ha accompagnato queste settimane non genera calore, non produce un amico, ma solo un “contatto”. Ecco invece che cosa proponiamo: tornare vicini “con tatto”! La comunità parrocchiale mette a disposizione tutte le proprie energie, i mezzi, gli spazi e le capacità. A partire dalla caratteristica che le è propria e che la rende unica: la preghiera. All’inizio di questa pan-demia, forse più spaventati, molti volti “sconosciuti” si sono scoperti in chiesa. Superstizione o saggezza? Scongiuro o promessa? – interroga don Alfredo – Bisogna vigilare. La nostra quotidianità potrebbe ridiventare un pan-demonio, come prima: allora sì che saremmo nei guai. Via, mettiamoci di buona lena e cerchiamo di guardare oltre la pancia. Davanti a noi, domenica è tornata a far capolino la speranza».
Giovedì alle 16.45 verrà celebrata la Messa in chiesa parrocchiale, così come sabato alle 18 e domenica alle 10.30 con diretta streaming. Per ogni celebrazione festiva saranno assicurati 64 posti a sedere in Sant’Agnese serviti da audio e video.
Domenica sera alle 21 nel cortile di sant’Agnese, di fronte alla grotta della Madonna, icona nel cammino di questo mese, verrà recitato il rosario.
D.V.

