CERNUSCO, PRIMO INCONTRO PER AUTUNNO D’AUTORE

Ci voleva un giovane ricercatore romano dall’interessante curriculum per far conoscere quegli aspetti della vita di Luigi Rusca, nostro concittadino, che ancora non erano emersi.
Nella serata di venerdì 30 ottobre presso la scuola primaria G. Rodari si è tenuto l’incontro con Andrea Palermitano, laurea in Lettere moderne alla Sapienza di Roma, dottorato di Ricerca in Storia a Pavia e autore di tre libri, l’ultimo dei quali è per l’appunto “Luigi Rusca letterato editore” (Ledizioni 2026), presentato al pubblico cernuschese.
Ad aprire l’incontro con i saluti di rito è stato il sindaco Gennaro Toto, seguito dall’Assessore Provinciale alla Cultura Silvia Bosio. «È bene ricordare coloro che ci permettono di diventare persone consapevoli» ha detto riferendosi alla figura di Rusca. Il delegato alla cultura Gerardo Biella ha dato il benvenuto per l’inizio della rassegna Autunno d’Autore organizzata con la Commissione biblioteca.
La biblioteca cernuschese, intitolata nel 2023 a Luigi Rusca, è la seconda su 84 Comuni. Prima di introdurre Palermitano, Biella ha precisato che per la realizzazione della tesi di laurea sono occorsi tre anni di preparazione e ricerche varie tra Italia, Svizzera e Inghilterra, precisamente Londra, per i numerosi contatti di Rusca con personaggi della cultura internazionale.
Palermitano ha iniziato la sua interessante presentazione raccontando di aver “incontrato” Luigi Rusca mentre stava portando avanti studi su Calvino e si è incuriosito da questa figura di uomo che ha attraversato parte della cultura e della storia italiana.
Padre liberale, che fu anche sindaco di Cernusco, Luigi Rusca è nato a Milano nel 1894 ed è cresciuto con una formazione alla sobrietà che significa sostanza e non apparenza. Terminati gli studi classici al liceo Parini si è iscritto a Lettere all’Accademia scientifico letteraria di Milano, ma nel 1914 è stato chiamato alle armi come ufficiale dell’esercito italiano, ruolo che ha sempre rivendicato con orgoglio. In quell’ambiente ha incontrato molti soldati provenienti da diverse parti d’Italia. Molti di loro analfabeti, hanno fatto crescere nel giovane Luigi il desiderio di portare in zone di guerra la cultura, per migliorare la loro conoscenza e per sollevarli moralmente dalle brutture del conflitto in atto. Inizia qui il percorso di sensibilizzazione di Rusca verso i bisogni della gente che lo porta a fondare una bibliotechina reggimentale composta da 320 volumi, tra cui il libro Cuore di De Amicis che diviene il più letto.
«Durante gli spostamenti al fronte Luigi Rusca percorreva circa 100 km con la sua biblioteca che si portava sempre appresso» racconta Palermitano.
Nel primo dopoguerra Rusca propone i libri bilingue – italiano e tedesco – per gli italiani in Alto Adige.
Rusca entra come redattore della rivista mensile del Touring Club nel 1920 e più tardi diventa coredattore capo de Le vie d’Italia letto da 200mila famiglie. Intanto il suo ruolo nell’Arnoldo Mondadori diventa ancora più importante e si concentra sulle collane editoriali come i gialli Mondadori, i Romanzi della guerra, i Romanzi della Palma e Medusa, mentre in Svizzera nel 1939 fonda La Melisa per diffondere le opere italiane nel Canton Ticino.

Nel frattempo, e precisamente nel 1943, le vicende politiche del paese si ripercuotono anche sull’editoria e Mondadori è costretto a fuggire in Svizzera mentre l’anno successivo la famiglia perderà il controllo della casa editrice che viene commissariata.
Nel giugno del ’44 Rusca inizia a gestire la sede romana della Mondadori e nasce Mondadori libera, contrapposta a quella del nord occupata dai nazifascisti.
Nel 1949 Rusca approda alla Rizzoli e fonda la collana Bur, che fu un grande successo. Allora furono pubblicati 909 titoli pubblicati in 23 anni.
È rimasta nella memoria collettiva la frase che Rizzoli disse a Rusca: “Lei mi ha imbrogliato, altro che cultura! Con questi libri si guadagna un sacco di soldi”.
Nel 1946 Rusca riprende la carica sospesa durante il periodo fascista e ritorna al Touring club. Poi è la volta della fondazione del Rotary Club di Como e la presidenza dell’ospedale di Merate, mentre nel 1955 diviene consigliere della Banca popolare di Lecco.
Nel 1939 Luigi Rusca inizia a scrivere il suo Breviario dei Laici pensato come un’antologia spirituale; si tratta di tre antologie di 1200 pagine per offrire uno spunto riflessivo per ogni giorno dell’anno e comprende 1500 testi appartenuti a oltre 700 autori dall’antichità classica al Novecento.
È quasi impossibile riassumere in poche righe la vita di Luigi Rusca dedicata tutta alla cultura e alla famiglia con la moglie Carla sempre al suo fianco. Rusca era un vulcano di idee e proposte sempre nuove, mirate ad allargare gli orizzonti anche a chi non ne avrebbe avuto le possibilità. La sua è stata una figura importante nel patrimonio culturale del nostro Paese, ma è sempre rimasto un uomo schivo e riservato, tanto che solo a molti anni dalla sua scomparsa si riesce a mettere insieme tutti i tasselli del suo impegno culturale, sociale e politico.  Un uomo che ha mantenuto la schiena diritta e ha pagato in prima persona per la sua libertà di idee.
La presentazione di Palermitano è stata inframezzata da altri interventi. Il primo è stato quello di  Giovanni Voltolino, console Touring Club di Lecco che ha ricordato il Rusca antifascista che dovette lasciare l’incarico per non aver preso la tessera del Fascio. Ha poi sottolineato la sua grande generosità quando decise l’importante donazione all’ospedale di Merate.
Fabio Bonanomi, figlio e nipote di custodi di villa Rusca, ha ricordato le riunioni nascoste tenutesi in villa Rusca per organizzare la Resistenza e quei piccoli pezzi smontati di armi che giravano nelle cartelle di scuola per arrivare ai partigiani, dislocati in varie località della zona.
La dottoressa Lydia Salerno, responsabile editoriale Bur ed Etas è intervenuta virtualmente, ricordando l’importanza dei tascabili Rizzoli della Bur, nati per portare i classici a tutte le fasce della popolazione, e ha sottolineato che attualmente il catalogo ha all’attivo 4mila titoli.
Il presidente del Rotary Club Lorenzo Leandro Pelamatti ha ricordato Luigi Rusca quale fondatore del Club di Como e divenuto poi governatore del Rotary.
Infine l’intervento di Antonio Conrater che ha conosciuto Rusca quando sentiva parlare di lui in famiglia. Lo ha poi conosciuto personalmente più tardi, una volta divenuto sindaco di Cernusco. Conrater ha poi concluso il suo intervento leggendo alcuni brani del primo libro del Breviario dei laici.
Prossimo appuntamento con Autunno d’Autore sabato 7 novembre alle 17 presso il CPIA in piazza della Vittoria con Canzio Dusi e il suo romanzo Lo stupore perduto.

S.F.

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