Primo evento musicale, dopo l’emergenza Coronavirus, con il gruppo I Luf che sabato 18 luglio ha tenuto il concerto nel cortile dell’oratorio San Luigi di Cernusco.
L’evento, che è stato organizzato dall’Amministrazione comunale si è svolto seguendo le normative vigenti con il distanziamento e l’uso della mascherina. L’ingresso libero prevedeva la possibilità di lasciare un’offerta destinata alle necessità dell’oratorio.
«L’importante è ricominciare – ha esordito il sindaco Giovanna De Capitani – dopo questo lungo periodo avevamo tutti voglia soprattutto di ritrovarci e con della buona musica. Questa sera sperimentiamo un concerto tutto da ascoltare e i Luf hanno bisogno del nostro sostegno perché esibirsi su un bus non è senz’altro facile e questa sera per loro è la prima volta».
Dopo i dovuti ringraziamenti al parroco che ha messo a disposizione l’oratorio, ai ragazzi, agli alpini, ai tecnici, agli operatori dell’Amministrazione e a tutti i volontari che hanno aiutato, è stata la musica a essere la protagonista con le canzoni de I Luf per la gioia del pubblico accorso numeroso.
La band, capitanata da Dario Canossi, ha iniziato con i brani Ocio ai luf, Paradis del diaol, Vecchio Lupo del vecchio repertorio, per poi presentare i dodici brani del nuovo disco dal titolo Pihinì – Tornando al monte, che parla di montagna, ambiente e tradizioni, realizzato attraverso la collaborazione di scrittori italiani, dove la musica folk rock si intreccia a testi profondi.
Sono stati proposti altri brani già noti come Sotto il ponte del diavolo, La al de legn, Africa e Vivi la vita ballando, seguiti poi dai ringraziamenti del leader del gruppo al primo cittadino per averli aiutati a ripartire e a tutti coloro che hanno reso possibile una simile impresa non facile e incerta fino all’ultimo.
E’ stata poi la volta della presentazione degli elementi del gruppo e dei “bis sul bus” richiesti dal pubblico tra i quali Trebisonda, L’amor sia e Vento, le ultime canzoni che hanno concluso una lunga serata all’insegna della buona musica.
M.C.












