CERNUSCO, SULLE NOTE DEL BAROCCO

La sera del 10 ottobre, la storica chiesetta dei Santi Dionigi e Lorenzo di Cernusco Lombardone ha fatto da cornice al concerto Suonare, Suonare quartet, secondo appuntamento della rassegna Valcurone in musica, sostenuto dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese attraverso il bando Arti dal Vivo con il contributo del Fondo Ambiente e Cultura costituito dalla stessa Fondazione Comunitaria del Lecchese con Acinque Energia, Lario Reti Holding, Silea e grazie al sostegno della società Ulteria su progetto organizzato da ProMontevecchia in collaborazione con Sinapsi APS.
Un folto pubblico ha potuto godere dei meravigliosi brani composti in uno dei periodi più fecondi in campo musicale: il Barocco.
Ad aprire l’evento Laura Scaccabarozzi, presidente di Sinapsi, che ha ringraziato gli enti che ne hanno permesso la realizzazione e, inoltre, la presidente della ProMontevecchia Vassela Nicolova, il parroco don Stefano Rocca, per l’ospitalità e i media partner Giornale di Merate e D&F.
Il sindaco Gennaro Toto ha salutato e ringraziato tutti gli intervenuti augurando buon ascolto, mentre il consigliere alla Cultura Gerardo Biella ha spiegato l’importanza del progetto musicale, ringraziando per la loro presenza il vicesindaco di Missaglia Donatella Diacci, l’assessore al sociale di Montevecchia Nicoletta Palmieri, il vicesindaco di Cernusco Renata Valagussa e ha raccontato brevemente la storia della chiesa che ha ospitato il concerto.

A esibirsi gli insegnanti della scuola di musica Suonare, Suonare: Paolo Corneo al pianoforte e continuo, Giuseppe Giani al clarinetto, Pierantonio Merlini alla tromba e Domenico Riu al trombone.
La serata è stata dedicata interamente al Barocco, periodo che dal punto di vista musicale comprende l’arco di tempo che intercorre dal 1600 al 1750, ed è uno stile ricco di eccessi e fantasia che mira a stupire per la ricchezza degli ornamenti e la sua spettacolarità, caratteristiche che si ritrovano pienamente nel primo brano Trumpet voluntary di Henry Purcell che ha da subito conquistato il pubblico con la sua bellezza e per l’esecuzione magistrale dei musicisti.
Il Concerto in Re per tromba e continuo di Georg Philip Telemann, caratterizzato da semplicità e chiarezza è celebre per la melodia del suo primo movimento che è stata utilizzata da Fabrizio De André per il suo brano La canzone dell’amore perduto. Il Concerto in Re minore per Clarinetto e continuo di Alessandro Marcello è il suo componimento più noto anche perché è stato utilizzato nella colonna sonora del celebre film Anonimo veneziano.
Dopo l’ascolto di questo pezzo molto dolce e toccante è stata la volta di un brano veramente frizzante e coinvolgente: La caccia, tratto da L’autunno del concerto Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi.
Il quinto brano Wachet auf ruft uns die stimme è di Johan Sebastian Bach, uno dei pilastri di questo periodo musicale.
In questo periodo nasce il Melodramma (Opera lirica) del quale il quartetto ha dato un saggio con l’esecuzione dell’ultimo brano in programma Tornami a vagheggiar tratto dall’atto primo di Alcina di Georg Friedrich Handel.
Dopo un concerto coinvolgente ed emozionante non è mancato il bis con un pezzo della colonna sonora del maestro Ennio Morricone del celebre film Nuovo cinema Paradiso.
Il prossimo appuntamento è previsto per il 15 novembre alla Casetta di Montevecchia e vedrà protagoniste le canzoni di Lucio Dalla in versione Jazz.

  C.T.



Mobile Sliding Menu

© Copyright 2026 Dentro&Fuori - Tutti i diritti riservati