CERNUSCO, TENTA TRUFFA PRESSO LA SEDE DE I BAGAI

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Martedì mattina 14 giugno, ore 11.45. Di fronte alla nostra sede di via Lecco passa un uomo sulla quarantina, capelli rasati, magro, maglia gialla e pantaloncini e una “a” tatuata sul collo. Torna indietro e vedendomi si ferma e mi chiede se fossi dell’associazione.
«Lavoro come corriere Amazon. Mia mamma, la signora bionda, vive qua (indicando verso la piazza della chiesa), sono salito in casa e ho chiuso, lasciando dentro tutte le chiavi e i soldi… – ha spiegato più volte incespicando, non facendo capire cosa esattamente chiedesse – Mi ha detto, siccome voi siete un’associazione, per non chiedere davanti a tutti, alla gente, se potete aiutarmi per fare della benzina, diesel…»
Capito: voleva dei soldi.
Uscendo sulla strada,  ho replicato: «Ma scusa, tu dove abiti esattamente?»
L’uomo indica la villa del professor Pappone… «Lì,  al piano terra…» stando sempre sul vago.
«Sicuro! – replico ironico – Perchè tu certo non vivi lì. Stai attento perché noi oltre che un’associazione siamo un giornale e scriviamo di te ora…»
Indispettito, si è dileguato in poco tempo imboccando via Sant’Ambrogio…
Massima attenzione a queste persone che chiedono soldi con futili scuse… Semplicemente truffe.

D.V.



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