CERNUSCO, VIDEOMAKER PER PASSIONE

Attivo collaboratore della parrocchia di Cernusco e infaticabile dirigente del Gruppo Sportivo San Luigi Giambattista Baragetti, Tita, come lo chiamano tutti, si definisce un artigiano in pensione, diventato videomaker a servizio della comunità.

Come è nata la tua professione?
Penso che abbia avuto origine durante il servizio militare negli anni settanta quando ho collaborato, pur senza avere esperienza, alla realizzazione di filmini otto e super otto che riguardavano le attività  della 45esima compagnia Alpini a Vipiteno. Da lì è rimasta la curiosità di scoprire la cinepresa prima e la telecamera poi, come strumenti straordinari in grado di “fermare il tempo”, fissando le immagini e la voce per sempre. Dopo alcuni anni di lavoro a Milano in una società finanziaria ho deciso di iscrivermi a un corso Rai per cameraman ad Ancona, al termine del quale il dilemma è stato: meglio in Rai o a Canale 5? La scelta è stata Videobrianza, una tv appena nata a Vimercate, e così le mie prime esperienze televisive le ho acquisite con lavori sul territorio e tanto sport con il calcio Monza, corse in Autodromo, gare di ciclismo, incontri di basket, pallavolo e hockey. Ma evidentemente la mia aspirazione era di poter lavorare in proprio e così è nata prima Syncrovideo e poi Videocinque sempre qui a Cernusco fino al 2012. Il lavoro spaziava in tanti ambiti, dal pubblico al privato, dal sacro al profano e questa varietà mi ha sicuramente arricchito di esperienza dovendo seguire anche l’evolversi tecnologico che faceva passi da gigante, basti pensare al passaggio dal sistema analogico a quello digitale con le infinite opportunità tecniche che fino a pochi anni prima erano impensabili. Il fatto poi di saper “girare” e poi poter fare il montaggio è stato il salto che ho voluto fare quando ho scelto di non andare in una struttura televisiva a fare semplicemente il cameraman.

Quando è iniziata la tua collaborazione con la parrocchia?
E’ iniziata penso dal 1985 e anche dopo la chiusura nel 2012 continua ancora, avendo più tempo a disposizione per dedicarmi a “registrare” tanti avvenimenti sia in chiesa parrocchiale, vedi le tante funzioni religiose e qualche prima messa e anche tanti teatri, musical e avvenimenti nel nostro oratorio, con la piena collaborazione dei vari parroci e coadiutori che si sono succeduti. Non ricordo esattamente la primissima ripresa ma penso forse ad una prima messa, ricordo bene invece l’ultima ripresa per l’anniversario di don Alfredo Maggioni.

Quali sono stati i momenti più intensi che hai ripreso con la tua telecamera?
Questa domanda ha una risposta semplice: tutti i momenti. E dico tutti perché la richiesta di rendere “eterno” quel momento o quei fatti, giustifica il valore della richiesta sia che interessi a una o due persone o a un’intera comunità. Posso dire di avere vissuto tramite l’obiettivo della mia telecamera le stesse emozioni, gioie e anche dolori di chi le stava vivendo in quel momento di fronte a me. Il mio è stato un lavoro che sicuramente mi ha arricchito culturalmente e anche spiritualmente, ma l’evoluzione tecnologica quasi esasperata che sta avvenendo, sta forse appiattendo la sensibilità, prima dote di un reporter, arrivando oltre l’immaginario anche senza la presenza fisica del cameraman. Per esempio posso citare le varie riprese che ho fatto in elicottero che ora sono fatte con il drone. Prima volavano il cameraman e la sua telecamera e adesso vola solo la telecamera.

In veste di dirigente del G.S. San Luigi sai dirci se c’è la possibilità che ritornino il calcio e la pallavolo a settembre?
La mia parentesi con il G.S. San Luigi, che si è concretizzata con la pensione, mi ha portato e mi porta tuttora al mio secondo hobby, l’attività sportiva, cresciuta prima con la Polisportiva Libertas Cernuschese e adesso nel gruppo sportivo dell’oratorio come vice-presidente. Attualmente seguo due squadre di pallavolo femminile, under 10 e under 12. Come tutti sappiamo anche la nostra piccola realtà sportiva oratoriana ha dovuto fare i conti con la pandemia e questo ha provocato non solo l’interruzione sportiva sul campo, ma anche un’interruzione personale con fini educativi con i nostri ragazzi e ragazze. L’augurio è che si possa tornare al più presto e in piena sicurezza a poter offrire un servizio fondamentale anche di crescita non solo sportiva. I tempi non sono ancora certi, ma la volontà rimane di essere al servizio della nostra migliore gioventù.

M.C.



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