Arriva dal Mozambico una lettera che parla di paura, di coraggio e di una seconda vita. A scriverla è padre Carlo Biella (nella foto), missionario di Cernusco Lombardone della Consolata, ora a Uncanha nella diocesi di Tete. Una diocesi il cui vescovo, Diamantino Guapo Antunes (sotto insieme nella foto a Zumbo), anche lui missionario della Consolata, è stato recentemente a Cernusco a trovare la famiglia di padre Carlo.
La lettera comincia con un grido di gioia. «”Tina abwera”, Tina è arrivata, gridavano i bambini quando il fuoristrada entrava nel villaggio di Kassonde. Tina è Isaltina, per gli amici Tina, una ragazza di 13 anni, del gruppo Estela dell’Infanzia e Adolescenza Missionaria. Tina era stata attaccata da un coccodrillo al fiume, mentre stava riempiendo il secchio d’acqua. La prontezza e il coraggio di una compagna e di una mamma che si sono lanciate gridando contro la bestia hanno fatto sì che lasciasse la preda. Così Tina se l’è cavata con i segni dei denti in varie parti della gamba fino alla coscia».
Padre Carlo l’ha riportata al suo villaggio dopo il ricovero. Alla cena dalle suore aveva saputo che ormai era fuori pericolo e che l’avrebbero dimessa. Così ha chiesto a suor Anna Paola, uno dei due medici del distretto, di anticipare la dimissione per accompagnarla a casa. Altrimenti le sarebbe costato un viaggio in moto in una strada sterrata passando per un safari. La suora gli aveva confidato che all’ospedale non c’erano nemmeno gli antidolorifici di base e che per curare le ferite della ragazza era ricorsa a una dose di morfina recuperata quando era in ferie, tenuta per le emergenze e fatta durare per più medicazioni.
Tina ha danzato nella Messa di saluto che gli hanno fatto il 2 novembre, per l’occasione hanno rotto qualche protocollo liturgico. Dopo la Messa, con il gruppo, sono andati a casa sua e hanno cantato ringraziando il Signore per la vita e la sua seconda vita. La terza vita la riceverà al battesimo, visto che è una catecumena. È serenissima, scrive padre Carlo, anche se immagina la paura che proverà ogni volta che tornerà al fiume. Ma la vita è questa e l’acqua è vita.
«Fra poco a Cernusco inizierà l’Avvento e il ritornello Yesu abwera, il Signore viene si sentirà più volte – aggiunge il missionario – Lui augura di sentirlo dentro con quella gioia con cui i bambini hanno aspettato e accolto Tina».

Nella lettera c’è anche il racconto del passaggio di consegne. Era il suo ultimo viaggio per le strade di Zumbo dopo aver fatto il passaggio delle responsabilità delle parrocchie di Miruru e Zumbo al giovanissimo parroco, padre Coutinho, ordinato a giugno.
A settembre, nel giro di due settimane, il Vescovo ha deciso di affidare a lui quelle parrocchie, riducendo il suo territorio. Le 27 comunità di Zambwe che gli ha lasciato sono come un regalo di Natale. Con le restanti 108, 56 di Uncanha e 52 di Malowera, lo aiutano a vincere la disoccupazione.
«Scusate se non scrivo molto, ma assicuro che vi ricordo tutti e vi sento sempre vicini. Un abbraccio e un augurio di buon Avvento» conclude.
N.C.

