Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Natalina Isella, laica missionaria, che ci aggiorna in prossimità della Pasqua dal Centro Ek’Abana che gestisce nella Repubblica Democratica del Congo.
Carissimi amici e benefattori di Ek’Abana, anche quest’anno tra poco sarà Pasqua, questa parola vuol dire passaggio, gli ebrei sono passati dalla schiavitù alla libertà, ma una libertà che dovevano imparare a gestire e questo apprendimento è durato quarant’anni, il Signore li ha messi alla prova con tante difficoltà per provare la sincerità del loro amore se si fidavano davvero di Lui e sempre interveniva dopo ogni tradimento, perdono, misericordia e ricominciavano di nuovo a essere fedeli all’alleanza fatta con Lui. L’uomo di oggi vuol essere sempre più libero, vuol gestire lui la sua storia ma poi è sempre più condizionato: dalla guerra, quanti paesi in guerra, guerra che incomincia sempre per interessi vari, guerre che sembrano diventare croniche, non finiscono mai..; dai nostri bisogni sempre più sofisticati, che ci rendono schiavi, non siamo più capaci di resistere vogliamo tutto facile e subito invece restiamo frustrati perchè concretamente non è cosi e la vita si complica a scapito di ciò che ci potrebbe davvero aiutare a essere più felici.
La Pasqua viene a proporci proprio questo, passare dalle varie schiavitù alla libertà vera, ma come fare? Non è con una lettera che possiamo spiegare cose tanto difficili, ma possiamo augurarci Buona Pasqua, accogliere anche noi la pace e la vita nuova che Gesù risorto è venuto a portare a quelli che sono sotto pressione per la guerra come noi qui nel Sud Kivu, sia a quelli che sono sotto pressione per difficoltà famigliari, per malattie varie, per problemi educativi dei figli, per le mode varie e le esigenze sociali che ci creano tensione invece che comunione.
Riuscire a entrare nella vittoria di Gesù risorto. Dopo tutti i tormenti e gli insulti ricevuti e la morte atroce è risorto ha vinto la morte, la sofferenza nelle sue diverse forme e il dolore non hanno più l‘ultima parola perchè Gesù è risorto ha vinto tutte le nostre paure, ci dona uno sguardo nuovo su tutte le vicissitudini della vita, ci invita a dare importanza alle cose che valgono per la vita eterna come l‘amore, il perdono, il dolore trasformato in amore, a non prendercela più per tante cose che non vanno, ma che passeranno come tutti i beni di questo mondo. Gesù apparendo agli apostoli dice “pace a voi”, vi perdono che mi avete abbandonato, tradito, non pensate più alle cose passate le nuove sono già nate. Tutti possiamo entrare in questa pace e perdono, Gesù sulla croce ha fatto entrare in Paradiso il ladrone pentito che ha creduto al suo amore infinito, perchè per noi deve essere tanto difficile entrare in questa gioia del Risorto? Io vorrei proprio augurarvi questa gioia e per questo prego per tutti voi che con tanto amore mi seguite e con la vostra carità mi aiutate ad andare avanti con gioia e speranza, possiamo farcela anche a Ek’Abana perché attraverso voi sentiamo la presenza del Signore che si manifesta con questo amore fraterno fedele e generoso.
In questo periodo dell’anno scolastico l’attività è intensa, nello stesso tempo è Quaresima tempo di comunione di condivisione con i più poveri e noi costatiamo che ogni settimana viene una scuola superiore a fare la visita guidata a Ek’Abana e sempre ci portano aiuti alimentari per le bambine, patate, dolci o riso e farina e le bambine quando vedono questo fanno una gran festa. Volevo darvi qualche esempio delle problematiche di questo periodo; abbiamo bambini che arrivano perchè la mamma è morta e la famiglia allargata non li sa accogliere perchè troppo numerosi in un contesto di guerra dove tante famiglie soffrono la fame, così questi bambini ancora piccoli manifestano un bisogno immenso di essere coccolati e non sempre si riesce perchè sono numerosi, ma per fortuna abbiamo delle famiglie buone e impegnate che vengono a domandare un bambino in affido, per questi bambini piccoli è veramente l‘ideale trovare delle famiglie affidatarie. Ci sono poi bambini rifugiati perchè scappando dalle sparatorie, a volte improvvise, ogni bambino scappa con il gruppo dove si trova, a volte a scuola, a volte al mercato, a volte alla sorgente per l’acqua e così non sanno da che parte sono scappati gli altri membri della famiglia. Fra questi bambini c’è un ragazzino di 12 anni ferito al petto da una granata mentre tutti scappavano dal villaggio distrutto. Questo ragazzino ritrovato dalla Croce Rossa dopo le cure adeguate all’ospedale è stato portato da noi in attesa di trovare i suoi genitori che pare siano nel campo profughi del Burhundi. Vi assicuro che ne combina di tutti i colori, visto che è un bambino che si è salvato per miracolo tutti gli vogliono bene, si spera che questa pazienza l’aiuti a dominare la sua aggressività. Quello che sempre mi colpisce è la comprensione e l’accettazione degli altri bambini davanti ai casi un po’ particolari, non si lamentano e riescono anche a giocare insieme. Dopo una settimana che era con noi ha strozzato un coniglio. Domenica scorsa eravamo tutti pronti per andare a Messa, tutti eravamo di premura perchè toccava ai bambini di Ek’Abana cantare la Messa, così è sfuggito al controllo. Il ragazzino si è nascosto dentro il centro, l’abbiamo trovato dopo tutto contento. Dopo qualche minuto, l’animatrice mi chiama per costatare i disastri: aveva rotto il vetro del refettorio ed entrato nel deposito del cibo già pronto ha fatto una scorpacciata di fagioli, riso, carne così nel pomeriggio si sentiva male perchè la ferita per l’operazione allo stomaco si era un po’ aperta e sanguinava. Essendo domenica non si poteva portarlo all’ospedale perchè avremmo dovuto tribulare soltanto e non avevo il personale per accompagnarlo, che fare allora? Ma come sempre nei casi limite quando noi abbiamo fatto la nostra parte il Signore interviene non ci abbandona. Un infermiere con cui collaboro era venuto a trovarmi per spiegarmi le difficoltà che aveva a lavorare con la nuova Amministrazione e così col suo aiuto abbiamo fatto una bella medicazione al ragazzino, poi piano piano con calma l’ho fatto riflettere su ciò che aveva fatto, non ha risposto ma alla sera all’animatrice di turno è riuscito ad accettare il suo errore senza incolpare gli altri.
Così in mezzo a tutto questo andiamo avanti con la forza del Signore perchè sappiamo che il Risorto è con noi, non siamo soli ci aiuta a comunicare la speranza che anche noi malgrado l’oppressione ce la possiamo fare: Lui vede il combattimento la fatica di ciascuno e ci dice: “Io sono sempre con voi, io ho vinto il mondo, non abbiate paura”. Niente va perso dei nostri sacrifici, sofferenze e ferite nascoste, solo ci chiede di perdonare e di amare e di essere misericordiosi come Lui, allora anche nei nostri cuori regnerà la pace che è venuto a portare anche in questa Pasqua del 2026, anche a tutti noi capiteranno delle belle cose che non ci aspettavamo ma arriveranno se le domandiamo con fede e amore vero che non conserva il rancore, Lui ci aiuterà a fare tutto questo. Chiedete e otterrete, io chiedo questo per voi e voi chiedetelo per me perchè in fin dei conti la pace è un dono e il Risorto lo vuole dare a tutti.
Ancora grazie e un abbraccio sincero a tutti voi. Buona Pasqua con tanta pace nel cuore, un caro saluto anche dal personale e da tutti i bambini di Ek’Abana che in questo momento sono 36.
Natalina

