Colombia, APG XXIII: «L’Italia chieda di fermare la repressione»

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«Esprimiamo profonda preoccupazione per quanto sta accadendo in questi giorni in Colombia. Auspichiamo un’azione urgente da parte del Governo italiano affinché venga richiesto allo Stato colombiano di fermare la repressione degli scioperi e delle manifestazioni e garantire il diritto alla libertà di riunione pacifica, come sancito dall’articolo 37 della loro Costituzione».

E’ quanto ha dichiarato Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito alla repressione delle manifestazioni iniziate la settimana scorsa per protestare contro il progetto di riforma fiscale, poi ritirato dallo stesso governo. Nel corso delle proteste vi sono state 21 persone uccise tra i manifestanti, due tra gli agenti di polizia, 87 desaparecidos e oltre di 800 feriti.
«Facciamo nostre le preoccupazioni di monsignor Monsalve, arcivescovo di Caliè – prosegue Ramonda – che denuncia aggressioni alla Missione di Verifica, formata da personale ONU e membri della Chiesa Cattolica, che stava monitorando la situazione».
«Ci uniamo alle organizzazioni per i Diritti Umani nel rifiutare e condannare ogni forma di violenza – conclude il presidente delle Comunità di don Benzi – Pertanto chiediamo che vengano promossi ambiti di dialogo e azioni costruttive per superare la crisi umanitaria che sta attraversando il Paese».



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