La Paz, Bolivia. A distanza dal primo incontro di 23 anni fa tra i ragazzi di strada della Comunidad Papa Juan XXIII, mi ritrovo all’ingresso della Casa de Fraternidad, nella parte alta di La Paz, la cui porta si apre ogni giorno per accogliere i “chicos de la calle”: bambini, mamme, ragazzi e adulti che la città spesso ignora, ma che qui ritrovano un nome, un piatto caldo e una possibilità.
È proprio legato a questo progetto che tra il 2003 e il 2005 è nata l’idea di Dentro&Fuori, un mensile che voleva fare una cosa semplice e rivoluzionaria insieme: raccontare la povertà senza spettacolarizzarla, e trasformare quel racconto in solidarietà concreta. Dentro le mura della comunidad, e fuori, nelle strade; dentro il nostro paese, fuori nel mondo.
Una volta a settimana, generalmente il mercoledì sera, parte il servizio di strada. Una camionetta gira per la città per incontrare i ragazzi di strada di La Paz. Niente appuntamenti fissi: vanno cercati, avvicinati con calma. E quando riconoscono il mezzo, sono loro ad avvicinarsi. A cercare conforto, pane e una bevanda calda, chiamata “api”. È un momento semplice. Si parla, si ascolta, si sta insieme qualche minuto.
E rimane sempre lo stesso invito: venire alla Casa de Fraternidad, un luogo lontano da alcol e droga, da quello che in strada chiamano “el vuelo”. Quando l’inverno di La Paz si fa duro e le notti gelano, alla camionetta si aggiungono anche alcune coperte da consegnare a chi non ne ha. Un giro breve, ma costante. Per ricordare che, anche in strada, c’è qualcuno che passa e si ferma.
Siamo riusciti a riprendere questo giro dopo settimane difficili con blocchi in città per via delle proteste di settori sociali, trasportisti e organizzazioni civiche contro l’aumento del costo della vita, la scarsità di dollari e carburante, e alcune misure del Governo nazionale. Situazione che si è solo apparentemente calmata. Giovedì 6 agosto, festa nazionale del Paese, abbiamo offerto loro anche un panino con prosciutto e portato per i ragazzi, soliti a sostare in centro città, un pallone.
Le donazioni che raccoglieremo nei prossimi mesi serviranno per sostenere la struttura, i percorsi scolastici, i laboratori e l’accoglienza notturna. È possibile contribuire a queste iniziative tramite l’associazione I bagai di binari acquistando bomboniere solidali e suggestivi presepi andini. Ogni contributo, anche piccolo, aiuta a tenere aperte le porte della Casa.
Perché dopo 23 anni la lezione è chiara: la povertà si racconta, ma si combatte soprattutto stando dentro. E poi uscendo a dirlo al mondo.
D.V.




























