LA PAZ, TRA FESTE E LUNGHE CODE

Tra musica per strada e serpe ininterminabili ai rifornitori di benzina, la capitale amministrativa della Bolivia sta vivendo un agosto a due volti.
È inizio agosto e La Paz si veste di festa. Nelle vie del centro e dei quartieri alti risuonano bande, danze e carri per la grande festa della Trinidad, rinviata a maggio per via dei 53 giorni di blocco totale. Inoltre il 6 agosto è il giorno dell’indipendenza della Bolivia e la città, nonostante tutto, trova il modo di celebrare. Colori, bandiere, bancarelle e famiglie che scendono in strada per la tradizione.
Ma a pochi isolati di distanza la scena cambia. E di colpo.
Da giorni interminabili code di auto, camion e moto avvolgono i surtidores della città. Macchine ferme per ore, anche di notte. La gente usa bottiglie, pietre, persino passeggini per tenere il posto. L’obiettivo è uno solo: riuscire a fare il pieno di benzina o di diesel.
La causa sono i blocchi stradali delle ultime settimane che hanno impedito l’arrivo delle cisterne e un approvvigionamento irregolare da parte di YPFB. Il risultato è il desabastecimiento.
Il governo dice di stare lavorando per normalizzare la distribuzione, ma non dà date. Nel frattempo il trasporto pubblico fatica, il commercio rallenta e chi lavora in strada deve fare i conti con l’incertezza.
Così La Paz vive una contraddizione tutta boliviana: da un lato la festa, la musica, l’orgoglio nazionale. Dall’altro la fila, la preoccupazione, il serbatoio che si svuota.
Una città che resiste, che balla anche se ha paura di restare senza carburante.
Un agosto che racconta bene il Paese di oggi: tra celebrazione e crisi, tra la voglia di stare insieme e la fatica di andare avanti.

D.V.



Mobile Sliding Menu

© Copyright 2026 Dentro&Fuori - Tutti i diritti riservati