LOMAGNA, ADDIO A SUOR MARIA LUISA

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Un colpo d’arma da fuoco sulla strada di Dalmas a Port au Prince ha posto fine alla vita di suor  Luisa Dell’Orto due giorni prima del suo sessantacinquesimo compleanno. Chiamata “l’Angelo dei bambini di strada”, per il suo impegno alla Kay Chal, la Casa di Carlo, in un sobborgo haitiano, suor Luisa,  era nata a Lomagna il 27 giugno 1957.
E’ la sorella Maria Adele a darne la notizia ad amici e conoscenti, ancora affranta per quanto capitato. Una morte drammatica avvenuta mentre la missionaria era a bordo della sua auto, probabilmente per un tentativo di rapina. Portata subito all’ospedale Bernard Mevs, la suora è spirata poco dopo. Molto conosciuta, suor Luisa ha dedicato la sua vita prima allo studio e alla conoscenza e poi alla pratica, mettendosi al servizio dei più bisognosi. Dopo il diploma al liceo Scientifico a Lecco si è  laureata in Storia e Filosofia per poi entrare nella congregazione delle Piccole Sorelle del Vangelo di Lione. Successivamente ha studiato Teologia in Svizzera e nel 1987 è partita per il Camerun dove per tre anni è vissuta nella foresta. Dal 1991 al 2001 è stata in Madagascar per poi partire nel 2002 per Haiti dove oltre all’insegnamento, ha  aperto una scuola di cucito per offrire opportunità di lavoro alle ragazze.  La notizia della sua morte è rimbalzata subito a livello locale che sui mass media nazionali perché la suora era molto conosciuta e apprezzata.
Da Haiti la missionaria ci inviava di tanto in tanto alcune lettere per aggiornarci sulla situazione della missione, situata in uno dei Paesi più poveri del continente americano. Una povertà dovuta non solo all’instabilità politica ma anche alle conseguenze del terremoto del 2010. Così ci scriveva suor Luisa: “Missionari lo si è insieme, nella quotidianità della vita, nei gesti di presenza e di attenzione, nella preghiera.”
Toccanti sono state le parole del cardinale Delpini per questa tragedia, l’ultima in ordine di tempo avvenuta nei confronti dei missionari: “Non vanno a cercare i pericoli ma i segni del Regno di Dio che viene, in mezzo ai poveri, tra coloro che sono importanti solo per Dio e ignorati da tutti. Amano la vita, non vanno a cercare la morte là dove quattro spiccioli contano più di una santa donna; vanno a seminare parole di Vangelo, perché anche ai Paesi disperati si aprano via di speranza. La morte di suor Luisa Dell’Orto, piccola sorella del Vangelo, ci lascia straziati e sconcertati, diventa rivelazione del bene che ha compiuto e della vita santa che ha vissuto, diventa dolore e preghiera. Esprimo a nome della Chiesa Ambrosiana la partecipazione al lutto dei famigliari, al ricordo grato e sofferto di quanti l’hanno conosciuta, la certezza che la sua morte, così simile alla morte di Gesù, possa essere seme di vita nuova per la terra di Haiti e per lei ingresso nella gloria”.
Anche il sindaco di Lomagna, Cristina Citterio a nome dell’Amministrazione comunale, dei gruppi consiliari e in rappresentanza di tutta la società civile, ha espresso parole di cordoglio alle sorelle Maria Adele e Carmen, al fratello padre Giuseppe, ai nipoti e pronipoti tutti. Un abbraccio che raggiunge  anche tutte le persone che l’hanno incontrata e conosciuta, ai suoi ragazzi e a tutta la comunità di Haiti. Un abbraccio che travalica distanze e confini… Proprio la violenza che l’ha portata via è ciò che lei ha combattuto con la forza amorevole, resistente e testarda del costruire sempre, del non arrendersi, del restare, del perseverare. Suor Luisa è stata e resta mattone tangibile dell’edificio delle relazioni, della cultura, della pace, del bene, della fratellanza, della fede viva”.
Anche papa Francesco ha ricordato la suora durante l’Angelus domenicale, definendola “piccola sorella del Vangelo di Charles De Foucauld.  Affido a Dio la sua anima e prego per il popolo haitiano affinchè possa avere un futuro più sereno senza violenza. Ha fatto della sua vita un dono per gli altri fino al martirio”.
Lunedì 27 giugno alle 21 presso la chiesa parrocchiale di Lomagna ci sarà la recita del Rosario presieduta dall’Arcivescovo.
Ci uniamo al dolore di famigliari, convinti che  l’angelo dei bambini d’ora in poi volerà ancora più in alto.

      S.F.



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