Nel 2002 ha fondato a Bukavu Casa Ek’Abana dove accoglie bambine ritenute streghe, torturate, sottoposte a esorcismi e abbandonate dalle famiglie, e bambini di strada. Già salvati 700 minori.
Se il babbo o la mamma si ammalano oppure nasce un fratellino con disabilità o succede una disgrazia in famiglia, se la prendono con loro. Con le «bambine streghe» che per questo sono torturate barbaramente e cacciate di casa dai loro genitori. Suor Natalina le ricorda tutte per nome. «Chanel, 11 anni, è arrivata a Casa Ek’Abana che era uno straccetto: continuava a tossire e a vomitare. Aveva forti dolori al petto: le facevano bere dell’acido convinti di scacciare gli spiriti maligni. Charmante, 14 anni, è stata massacrata dai ripetuti esorcismi, perché suo padre stava sempre male e gliene faceva una colpa. Insulti e privazioni continuarono anche quando lo facemmo visitare e si scoprì che aveva il diabete. Come le altre, l’abbiamo curata anche nell’anima, finalmente si sente capita».
In mezzo a tanto dolore suor Natalina, caparbia 79enne dell’Istituto secolare Discepole del Crocifisso, missionaria in Africa dal 1976, confida nel Signore.
«In questi vent’anni siamo sempre stati in guerra, ma non possiamo lamentarci: non ci è mancato nulla, sia gioia che dolori – ci ha raccontato – Il Signore non si lascia vincere, come nel Vangelo sfama le folle, anche noi abbiamo portato quel poco che avevamo e poi tutto il resto è venuto, grazie alla generosità di molte persone».
A Ek’abana avviene come un miracolo: c’è pace e la pace attrae tantissimi studenti che vengono a fare stage per conoscere la realtà, vedere come lavorano e imparare. E poi ci sono tutti quelli che pur soffrendo la fame portano cibo in dono e i bambini li accolgono con canti e danze.
Un racconto a 360 gradi con numerose storie e l’occasione per ringraziare tutti coloro sostengono questa realtà.
Se il babbo o la mamma si ammalano oppure nasce un fratellino con disabilità o succede una disgrazia in famiglia, se la prendono con loro. Con le «bambine streghe» che per questo sono torturate barbaramente e cacciate di casa dai loro genitori. Suor Natalina le ricorda tutte per nome. «Chanel, 11 anni, è arrivata a Casa Ek’Abana che era uno straccetto: continuava a tossire e a vomitare. Aveva forti dolori al petto: le facevano bere dell’acido convinti di scacciare gli spiriti maligni. Charmante, 14 anni, è stata massacrata dai ripetuti esorcismi, perché suo padre stava sempre male e gliene faceva una colpa. Insulti e privazioni continuarono anche quando lo facemmo visitare e si scoprì che aveva il diabete. Come le altre, l’abbiamo curata anche nell’anima, finalmente si sente capita».
In mezzo a tanto dolore suor Natalina, caparbia 79enne dell’Istituto secolare Discepole del Crocifisso, missionaria in Africa dal 1976, confida nel Signore.
«In questi vent’anni siamo sempre stati in guerra, ma non possiamo lamentarci: non ci è mancato nulla, sia gioia che dolori – ci ha raccontato – Il Signore non si lascia vincere, come nel Vangelo sfama le folle, anche noi abbiamo portato quel poco che avevamo e poi tutto il resto è venuto, grazie alla generosità di molte persone».
A Ek’abana avviene come un miracolo: c’è pace e la pace attrae tantissimi studenti che vengono a fare stage per conoscere la realtà, vedere come lavorano e imparare. E poi ci sono tutti quelli che pur soffrendo la fame portano cibo in dono e i bambini li accolgono con canti e danze.
Un racconto a 360 gradi con numerose storie e l’occasione per ringraziare tutti coloro sostengono questa realtà.
D.V.


