Per arrivare a Wamba, nel nord del Kenya, bisogna meritarsela. Le strade sono tortuose, il viaggio è lunghissimo e lungo la strada sterrata ci si può imbattere in giraffe, elefanti, leoni. Bisogna prestare la dovuta attenzione, sempre. Poi, all’improvviso, spunta lei: vera Africa, povera e selvaggia, con scimmie, dromedari e capre che attraversano la polvere.
È qui che da gennaio padre Sandro Nava, 75 anni, missionario della Consolata residente prima a Osnago e poi a Cernusco Lombardone, ha iniziato la sua nuova, forse più dura missione: il Wamba Hospital.
L’ospedale versava in condizioni pessime. In pochi mesi i lavori sono stati enormi: dal pozzo dell’acqua al rifacimento dei locali, dall’acquisto di nuovi macchinari al tentativo di rimettere ordine dove non c’era più nulla. Un cantiere continuo.
Ma la sfida più grande non sono i muri. I pazienti al giorno non sono molti. Molti di loro hanno le loro credenze, i loro rituali, e arrivano quando ormai è troppo tardi. E non sempre si riesce a salvare la vita di persone e bambini, o perché mancano le attrezzature adatte o perché quando varcano la porta dell’ospedale non c’è più tempo.
Accanto a padre Sandro c’è una persona di fiducia, Prisca, che lo affianca nella contabilità. Ogni mese le spese aumentano ed è sempre più difficile trovare nuovi fondi. Anche l’idea dell’ospedale da campo in auto, la cosiddetta clinica mobile, per raggiungere i villaggi più sperduti, si rivela una missione impossibile: nei villaggi si trova poca gente e non sono ancora abituati a chiedere e ricevere le cure mediche dovute.
Per Sandro Nava è stato un anno difficilissimo, fatto di lavori, investimenti e notti insonni. Il vescovo di Maralal Joya Hieronymus gli ha lasciato in mano l’ospedale senza garantire i dovuti finanziamenti. Se tutto questo è stato possibile finora, è solo grazie alle numerose donazioni arrivate dall’Italia.
Le cure sono costose per questa gente, le medicine in primis. Le spese mensili sono complessivamente 30 mila tra stipendi, medicine, la clinica mobile, la manutenzione della struttura, dei laboratori e degli impianti dell’acqua, i generatori di corrente siccome i pannelli solari non riescono a coprire totalmente il fabbisogno giornaliero.
Ma ora Wamba ha bisogno di uno sguardo d’insieme. Di capire quale futuro può avere. Perché rimettere in piedi un ospedale è una cosa, tenerlo in piedi in mezzo al deserto è un’altra storia.
D.V.
Chi volesse sostenere la realtà di padre Sandro potrà lasciare un’offerta presso l’apposita scatola nella sede de I bagai di binari in via Lecco 18 entro il 10 ottobre oppure con un bonifico con i dati qui in calce.
Bonifico bancario INTESA SANPAOLO
Codice IBAN IT69 F 03069 09606 100000124201
Intestato a Fondazione MISSIONI CONSOLATA ETS
Benefattore: specificare nome, cognome
Causale: EROGAZIONE LIBERALE per padre Alessandro Nava – Wamba Hospital
www.wambahospital.com – p.alessandronava@wambahospital.com













